Quel russo scelto da Prodi che controlla i segreti d'Italia

L'ingegnere russo Oleg Nikolaevic Tsapko, 65 anni, è lo specialista dei sistemi informatici di Palazzo Chigi, nonchè uno dei pochissimi autorizzati a ficcare il naso tra documenti e cables riservati ai più

Quel russo scelto da Prodi che controlla i segreti d'Italia

Altro che Russiagate. Mentre in tutto l'Occidente i russi sono diventati l'ossessione dei progressisti - che continuano a chiedere commissioni sulle fantomatiche inteferenze russe nei nostri processi elettorali - a Palazzo Chigi l'ingegnere russo Oleg Nikolaevic Tsapko è lo specialista esperto di sistemi informatici: un ruolo importantissimo, fondamentale, quanto delicato. Come riporta La Verità, infatti, Oleg è uno dei pochissimi autorizzati a ficcare il naso tra documento e cables riservati ai più, che non riguardano soltanto Palazzo Chigi ma l'interno governo. Questo professionista, molto riservato, di 65 anni, si legge da Google, fa parte dell'Ufficio informatica e telematica del dipartimento Servizi strumentali di Palazzo Chigi ed è addetto al servizio di monitoraggio delle attività informatica e programmazione applicativi. È nato a Penza, città di 500mila abitanti situata sul fiume Sura, a circa 700 chilometri da Mosca, quando la Federazione russa si chiamava Unione Sovietica e il mondo faceva i conti con la Guerra Fredda.

Appassionato di fotografia, Oleg vanta un curriculum di tutto rispetto. Ha studiato all'Università tecnica di Mosca, dove si è laureato in ingegneria, per poi specializzarsi in Italia con un master alla Sapienza. Oltre alla lingua madre, parla perfettamente inglese e italiano. L'ingegnere russo svolge un lavoro preziosissimo, a protezione dei dati più sensibili di Palazzo Chigi e non solo. Davvero singolare in un Paese in cui non si fa altro che parlare di Russiagate, dell'Hotel Metropol di Mosca e altre vicende che non tratteggiano certo i citadini in russi in modo lusinghiero. Ma Oleg il suo lavoro lo fa talmente bene che il 27 dicembre 2012 è stato nominato dall allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica italiana. Come riporta La Verità, la proposta per il conferimento della prestigiosa onorificenza ad Oleg era arrivata direttamente dalla presidenza del Consiglio dei ministri.

Come riporta inoltre la sezione Trasparenza del sito della presidenza del Consiglio dei ministri, Oleg ha ricoperto il ruolo di responsabile di procedimento unico (Rup) in alcuni bandi. Quello del 2016 per il servizio di manutenzione di software applicativi con affidamento diretto per una somma pari a 3.400 euro. E quello di un anno dopo, che vede la partecipazione di undici società informatiche per la presentazione di un' offerta per l' acquisto di 50 licenze Acrobat Standard 2017 del valore di 15mila euro. Un piccolo tassello di un'attività molto ampia, in cui l'ingegnere deve occuparsi della cura e della gestione dell'infrastruttura informatica di Palazzo Chigi e del nostro governo.

Per il resto, poco si sa di questo professionista russo che annovera fra i suoi interessi - secondo la community Xing - musica, la lettura, il cinema, i viaggi e la pesca. Chissà che idea si è fatto Oleg dell'assurda "Guerra fredda 2.0" che buona parte dei progessisti europei ha mosso nei confronti del suo Paese natio. A Bruxelles, il Partito democratico aveva proposto addirittura una "commissione speciale per far luce sulle presunte "ingerenze elettorali straniere e sulla disinformazione": la risoluzione - poi bocciata dall'aula - considerava la "propaganda russa" come la "fonte principale di disinformazione in Europa". Logicamente senza uno straccio di prova. Ironico che Oleg sia responsabile della sicurezza informatica della sede di governo in un Paese che ha sposato una narrativa piuttosto russofoba.