Palermo, altri cinque indiziati nell'inchiesta antidoping

Non sarebbero ancora nel registro degli indagati, ma la procura della Repubblica sta portando avanti le indagini. Non si esclude la complicità di alcuni medici

Palermo, altri cinque indiziati nell'inchiesta antidoping

Ci sarebbero altri cinque indiziati finiti nell'inchiesta antidoping portata avanti dai carabinieri di Palermo, ancora non ufficialmente iscritti nel registro degli indagati, come si legge sul quotidiano regionale "Il Giornale di Sicilia".

Pochi giorni fa ci sono stati quattro arresti. Tutte le persone coinvolte sono ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione e al commercio di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive al fine di alterare le prestazioni agonistiche di atleti del mondo del bodybuilding e delle palestre.

Inoltre, a casa degli arrestati sono state trovate migliaia di medicinali proibiti. Ventuno le perquisizioni domiciliari e sedici, in tutto, gli indagati. Sei di essi sono ritenuti responsabili di esercizio abusivo della professione sanitaria, in quanto dispensavano terapie mediche e piani nutrizionali somministrando anche farmaci per curare gli effetti collaterali provocati dalle sostanze dopanti. Parliamo di stimolanti, narcotici ed analgesici, steroidi anabolizzanti, diuretici, ormoni peptidici ed affini. Nel body building sono particolarmente utilizzati gli anabolizzanti (come ad esempio testosterone, nandrolone, stanozololo) per accrescere la massa muscolare e gli ormoni peptidici (come corticotropina e ormone della crescita) in grado di generare un aumento della forza e della muscolatura.

I rischi, però, correlati all'uso di queste sostanze sono alti. Basti pensare, ad esempio, agli effetti devastanti connessi all'uso di steroidi anabolizzanti sulla sfera sessuale e sui caratteri somatici sia maschili che femminili, al rischio di crisi ipoglicemiche mortali per l'uso di insulina, ai devastanti effetti sul sistema nervoso centrale e sull'apparato cardiovascolare indotti dalle amfetamine e dalla cocaina. Inoltre, gli anabolizzanti aumentano il rischio di tumori al fegato e di rotture dei tendini.

L’indagine, coordinata dalla procura della Repubblica di Palermo, è iniziata nel 2016 quando, durante un controllo eseguito dagli ispettori investigativi antidoping del Nas di Palermo, un atleta risultò positivo per la gara ciclistica "Granfondo MTB - Baronessa di Carini" disputata, appunto, a Carini (in provincia di Palermo) il 29 maggio 2016. Da lì sono partiti una serie di servizi di osservazione, controllo e pedinamento, intercettazioni telefoniche e ambientali. Questo ha permesso di risalire al sodalizio criminoso che utilizzava come base operativa e di copertura due palestre e un negozio di integratori alimentari del palermitano. I rispettivi titolari, tutti preparatori atletici, insieme ad un preparatore e body builder, attivo collaboratore in una delle palestre, avevano posto in essere il commercio di sostanze anabolizzanti per alterare le prestazioni agonistiche degli atleti durante le gare.

Le indagini non sono terminate, come detto, ci sarebbero altri cinque indiziati e, come si legge ancora sul quotidiano siciliano, secondo gli investigatori ci potrebbe essere anche la complicità di medici e specialisti per l'utilizzo di medicinali rilasciati in nero senza alcuna traccia di transazioni commerciali.

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