L'articolo della domenica

La pandemia è l'ultimo atto della globalizzazione

Il processo è iniziato con la caduta del Muro e il boom della Cina

La pandemia è l'ultimo atto della globalizzazione

La diffusione del virus ha dato a tutti la percezione che apparteniamo ad unica specie, la specie umana e che il virus ha preso di mira proprio noi. Ci ha preso le misure e ci può colpire in Cina, come in Europa, in Russia come su Marte. Abbiamo capito di essere un'unica tribù impiantata sulla terra e che può farsi del bene come del male. La pandemia è l'ultimo atto del processo di globalizzazione quando, con la caduta de muro di Berlino e l'ingresso della Cina, si è formato un mercato mondiale in cui tutti sono in concorrenza con tutti. Internet ha poi unificato il mondo sul piano della comunicazione. I primi tempi coloro che si sono trovati fra le mani questo strumento erano felici ed entusiasti: potevi parlare con tutti, vedere tutti, stabilire relazioni con tutti, fare affari con tutti, non c'erano più nemici ma solo amici, soci, potenziali amanti. Poi si è capito che comandavano delle grandi potenze politiche come gli Usa, la Russia, la Cina e l'India, economiche come Amazon, Facebook e Google. Nel frattempo si capiva anche che il sistema diventava sempre più disordinato. Ma oltre un certo grado di disordine succede sempre una crisi che distrugge e costringe a ricostruire. E la crisi è avvenuta dove nessuno la aspettava, come pandemia. Ma quello che è in atto non è solo distruzione, è anche ricostruzione. Abbiamo già incominciato a ricostruire. Stiamo modificando il nostro sistema sanitario, quello lavorativo con lo smart working, l'apprendimento, il mondo dei rapporti umani. In un sistema in cui stanno diventando difficili le relazioni fisiche fioriscono reti di amicizia su whatsapp che rimediano alla solitudine. Oggi quelle che ci costringono a cambiare sono ordinanze provvisorie, ma molti cambiamenti diventeranno definitivi o daranno il via a nuovi cambiamenti definitivi. Inoltre come avviene in una grande guerra sotto la pressione del bisogno realizzeremo rapidamente moltissimi progetti dormienti e rimandati. Per cui avverrà in poco tempo una vera rivoluzione non solo tecnologico ma umana, sociale. Noi tutti siamo in pericolo, noi tutti siamo più poveri, ma noi tutti siamo chiamati a inventare giorno dopo giorno soluzioni nuove a inventare il futuro.

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