"Vi racconto perché da Milano non sono scappata da mio padre"

Katya Imbalzano racconta Il Giornale.it il momento in cui ha deciso di non fuggire da Milano: "Mi sono seduta, ho raffreddato i pensieri ed ho capito che non era la cosa giusta perché avrei messo a repentaglio la salute di mio padre". L'appello: "Guardiamo a questa situazione come un'opportunità"

Le parole di Katya Imbalzano, calabrese di 46 anni, sono andate a segno. Proprio lì, dritte al cuore, perché é con il cuore che le ha scritte. Le ha digitate su Facebook, il diario di tutti i giorni, senza immaginare che sarebbero diventate virali. Il destinatario del messaggio è un anziano signore che vive a centinaia di chilometri di distanza, si chiama Carmelo, ed è suo padre. I due si sono separati 15 anni fa, quando lei ha lasciato Reggio Calabria per trasferirsi a Milano, dove insegna matematica in una scuola elementare.

"Adesso preparo la valigia e lo raggiungo", ha pensato quando tutto sembrava precipitare e la gente si affrettava a lasciare la città che di lì a poco sarebbe diventata "zona arancione". "È stato il richiamo del sangue, un istinto naturale che per un attimo ha preso il sopravvento", ricorda la donna. Ma quella valigia alla fine è rimasta sul letto. Non è stato facile scegliere di non partire. Mettere a tacere quella voce che le diceva: "Vai, stai vicino a tuo padre, perché è questo quello che dovrebbe fare ogni figlia nei momenti di difficoltà". Katya si interroga sul senso dell'amore e riesce a uscire dal tunnel dell'irrazionalità. "Mi sono seduta, ho raffreddato i pensieri ed ho capito che non era la cosa giusta perché avrei messo a repentaglio la salute di mio padre che ha 80 anni", ci racconta.

C'è però in lei ancora un inspiegabile senso di colpa, che decide di esorcizzare scrivendo un post su Facebook: "Caro papà, in queste ore tutti stanno scappando da Milano per raggiungere i loro cari giù. Io non l'ho fatto. Non pensare che non ti ami...ti amo talmente tanto che ho deciso di starti lontana. Mi dici che stai bene e stai prendendo tutte le precauzioni necessarie... e va bene così.... Ti amo a distanza". Un messaggio così forte e delicato che in poche ore viene condiviso da 35 mila persone. Katya non ci crede. Non è un personaggio pubblico ed i social li ha sempre vissuti come spazio intimo, per comunicare sì, ma con una cerchia ristretta di amici. "Se anche una sola persona, avendo letto il mio post, ha deciso di non partire, beh, la considero una grande vittoria", dice commossa. "Spero nel mio piccolo di essere riuscita a lanciare un spunto di riflessione, sul senso dell'amore che troppo spesso viene offuscato dall'egoismo", aggiunge.

Certo, non è facile vivere lontani dalle persone care, e lo è ancor meno in un momento come questo. Katya segue alla lettera le disposizioni del governo per arrestare il coronavirus, esce solo se strettamente necessario. La sua routine è cambiata profondamente. Non c'è più il tragitto mattutino per raggiungere la scuola, il chiasso degli studenti e le riunioni in sala professori. Si lavora da casa e i contatti con l'esterno sono praticamente azzerati. Ma lei non si scoraggia. "Cerco di guardare a questa situazione come un'opportunità", dice. "In realtà adesso abbiamo più tempo da dedicare agli affetti, in questi giorni i contatti con mio papà sono diventati più intensi, ci videochiamiamo con Whatsapp e passiamo ore a conversare, cosa che prima non accadeva". E quando scende un velo di nostalgia? "Sbaciucchio la mia cagnolina Nuvola, la mia dispensatrice d'affetto".

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