Parroco dice messa e arriva la polizia: "Non pagate le multe"

Una ventina le persone sorprese a partecipare alla funzione. Il prete ha anche minacciato di ricorrere ai giudici. Sulla questione è intervenuto il vescovo

Un altro parroco che in barba ai divieti ha deciso comunque di dire la messa domenicale a porte aperte, con il conseguente arrivo finale delle forze dell’ordine. Non è la prima volta che si verifica un fatto del genere. Altri sacerdoti hanno trasgredito alle regole nelle scorse settimane, da Nord a Sud, come per esempio, giusto per citarne qualcuno, a Pavia, Rovigo, Salerno, con relative conseguenze.

Il parroco ha esortato a non pagare le multe

Oltre alla funzione, trasmessa in streaming ma alla quale hanno partecipato dal vivo una ventina di fedeli, il sacerdote ha anche esortato a non pagare “le multe della polizia. Non abbiate paura: l'impedimento di venire a messa è anticostituzionale ed è qualcosa di oppressivo. Andremo dai giudici”, ha tuonato il prete rivoluzionario. A parlare in questo modo è stato don Pietro Cesena, parroco della chiesa dei Santi Angeli Custodi di Piacenza, nel quartiere di Borgotrebbia. In piena emergenza da coronavirus una delle norme da seguire è proprio il divieto di celebrare le funzioni religiose a porte aperte, in modo da evitare possibili contagi tra i partecipanti. Al termine della celebrazione sono arrivati gli agenti in borghese della questura di Piacenza che hanno raccolto elementi necessari a successivi accertamenti. I cittadini presenti all’interno della chiesa erano circa una ventina e, da quanto sembra, le distanze di sicurezza tra i vari soggetti sarebbero state rispettate. Per il momento non sarebbe stato preso alcun provvedimento, né verso don Pietro, né verso i suoi parrocchiani.

La lettera del vescovo

In serata, sulla questione è dovuto intervenire anche il vescovo, monsignor Gianni Ambrosio, che con una lettera indirizzata al clero piacentino, ha invitato a "osservare le misure di sicurezza che la Conferenza Episcopale Italiana ha comunicato e più volte ribadito". Monsignor Ambrosio ha anche aggiunto di rendersi conto che quanto avvenuto è nato da un desiderio di bene e di amore per l'Eucarestia e per i cittadini sofferenti ma, proprio per questo motivo, si deve ricercare il bene di tutti.

Nella lettera il vescovo ha anche affermato: "Ritengo doveroso ricordare a tutti la necessità di osservare le misure di sicurezza che la Conferenza Episcopale Italiana ha comunicato e più volte ribadito, sempre in stretto contatto con il ministero dell'Interno e con la Segreteria di Stato della Città del Vaticano. Si possono discutere, certo, ma sono da osservare ovunque, soprattutto poi in quei luoghi, come qui a Piacenza, ove abbiamo una tremenda responsabilità, perché il numero dei contagi e dei defunti è impressionante. Ricordo pure che la non osservanza di queste misure comporta una contestazione da parte delle forze dell'ordine, come purtroppo accaduto oggi". Si è infine augurato che entro pochi giorni venga data la possibilità di una parziale partecipazione alle celebrazioni, fino a quel momento ha chiesto un comportamento responsabile da parte di tutti.

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Commenti
Ritratto di Memphis35

Memphis35

Lun, 20/04/2020 - 10:08

L'integralismo religioso, evidentemente, non è appannaggio dei soli islamici.

Trinky

Lun, 20/04/2020 - 10:11

A quelli della Chiesa tutto è permesso, anche fregarsene delle leggi!

Ritratto di navajo

navajo

Lun, 20/04/2020 - 10:31

Menphis35, già a dire corbellerie di mattina presto presto. Qual è il problema se uno si tiene a distanza? Al supermercato si può andare per riempirsi la pancia e in Chiesa per la salvezza dell'anima, ben più importante di quella del corpo, invece no?

IronHandIronHead

Lun, 20/04/2020 - 10:35

Non è così. La Costituzione è sopra tutto. Quanto ha fatto il PdCM è un atto amministrativo, non è una legge. Quindi è gerarchicamente soggetto alla Legge e alla Costituzione. Se io, nell'espressione della mia Libertà, rispetto la legge e la Costituzione, stando ad una congrua distanza da qualsiasi altro essere umano, così da non rischiare la sua incolumità, un decreto amministrativo non può limitare i miei diritti. Per questo banale motivo le Forze dell'Ordine hanno soprasseduto. Quando capiremo che il Lockdown è stata una stupidaggine e aver copiato un paese dittatoriale, comunista, retrogrado, senza legge se non quella del partito e senza etica se non quella del potere, forse sarà troppo tardi. Per altro: Art.1 l'Italia è una Repubblica Democratica fondata sul Lavoro. Art. 32: La Repubblica tutela la salute....La legge non puo` in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana. Art.1 vs. Art. 32...31 articoli di importanza

magisax

Lun, 20/04/2020 - 10:42

Trinky, intendi dire quelle leggi che sono incostituzionali, che poi non sono leggi ma decreti che 99 su cento decadranno???? Sembra di essere ai tempi del nazifascismo, si può invitare soltanto la popolazione, forse tu sei abituato ai cinesi comunisti,...ha capito

buonaparte

Mar, 21/04/2020 - 16:43

se non sbaglio erano in 13 - di solito una chiesa media tiene sui 300-400 persone.. quindi il distanziamento era molto semplice . ce molta piu gente dal tabacchino - prima alla domenica in chiesa eravamo 4 gatti.. secondo me limitare la gente in chiesa o ai funerali è una sciocchezza se si tengono distanti e non si danno abbracci e baci.