"Passava documenti segreti". Militare italiano spia dei russi

Un ufficiale della Marina militare è stato arrestato dopo uno scambio di documenti top secret con un ufficiale delle Forze armate russe in cambio di 5mila euro. L'Italia espelle due funzionari russi

"Passava documenti segreti". Militare italiano spia dei russi

Nella giornata di ieri i carabinieri del Ros hanno fermato un ufficiale della Marina militare italiano e un ufficiale delle Forze armate russe di stanza in Italia con l'accusa di spionaggio politico-militare e rivelazione di segreto. L'operazione è stata condotta dall'Agenzia informazioni sicurezza interna: grazie anche al supporto dello Stato maggiore della Difesa è stato possibile intercettare il capitano di fregata della Marina militare e l'ufficiale accreditato presso l'ambasciata della Federazione russa. Si tratta dell'episodio più grave dai tempi della Guerra Fredda. L'inchiesta è coordinata dalla procura di Roma. La procura militare di Roma aprirà un fascicolo di indagine sul caso.

L'intervento ha preso corpo in occasione di un incontro clandestino tra i due, che sarebbero stati sorpresi immediatamente in flagranza in un parcheggio della Capitale: Walter Biot, l'ufficiale italiano, avrebbe ceduto una documentazione classificata (copie di natura militare e non industriale) in cambio di 5mila euro in contanti ricevuti all'interno di scatole. La somma è stata sequestrata subito dopo lo scambio. Il capitano della Marina è stato trasferito in carcere a Regina Coeli ed è accusato di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, spionaggio politico-militare e spionaggio di notizie di cui è stata vietata la divulgazione per cui rischia fino a 25 anni di carcere. Avrebbe fotografato i documenti dal monitor del computer e li avrebbe scaricati in una "pennetta" per poi consegnarli a un ufficiale delle forze armate russe. La sim, che è stata sequestrata, verrà ora analizzata dagli investigatori. Si terrà domani l'udienza di convalida che si svolgerà in collegamento da remoto.

Espulsi due funzionari russi

In occasione della convocazione al ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale dell'ambasciatore russo in Italia, è stata trasmessa "la ferma protesta del governo italiano" e contestualmente è stata notifica la "immediata espulsione" dei due funzionari russi coinvolti in questa vicenda. "Ringrazio la nostra intelligence e tutti gli apparati dello Stato che ogni giorno lavorano per la sicurezza del nostro Paese", ha scritto Luigi Di Maio sul proprio profilo Facebook. Lo stesso Di Maio, parlando in audizione davanti alle commissioni Esteri di Camera e Senato, ha poi aggiunto: "Si tratta di un atto ostile di estrema gravità e quindi abbiamo assunto immediatamente i provvedimenti necessari. Vorrei ringraziare per questa operazione la magistratura, i Ros, l'Intelligence e tutte le autorità che hanno collaborato. Quello che è accaduto oggi è inaccettabile e ci saranno delle conseguenze. Non è accettabile che si venga a pagare un nostro funzionario della Marina militare per avere informazioni Nato. Così non solo si mette in pericolo la sicurezza nazionale, ma dell'intera Nato".

La reazione di Mosca

Il ministro degli Esteri russo ha dichiarato che "possibili passi saranno annunciati in seguito". Viene espresso il "rammarico" per l'espulsione che viene giudicata "non conforme al livello delle relazioni bilaterali". "Stiamo chiarendo le circostanze di questa decisione", ha precisato il ministero degli Esteri anticipando che saranno annunciate in seguito le possibili misure di ritorsione. Intanto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha detto di non avere "alcuna informazione sulle ragioni o le circostanze del fermo". L'ambasciata russa in Italia ha confermato la detenzione il 30 marzo a Roma di un dipendente dell'ufficio dell'addetto militare. Nella comunicazione dell'ambasciata, rilasciata all'Adnkronos, viene dichiarato l'augurio "che quanto accaduto non incida sui rapporti bilaterali tra Russia e Italia".

L'operazione

Oltre ai dossier italiani sarebbero stati passati anche documenti top secret della Nato, mettendo così a rischio la sicurezza nazionale e quella di altri Paesi. "Non commentiamo sulle questioni di intelligence. Vi rimando alle autorità italiane", ha dichiarato all'Agi un funzionario della Nato. La prima segnalazione sui loro rapporti è arrivata nei mesi scorsi dall'Aisi, l'Agenzia per la sicurezza interna guidata da Mario Parente; solo successivamente sono scattate tutte le procedure del caso per portare avanti diversi controlli sui movimenti dei due. L'operazione del Ros ha preso vita appena vi è stata la certezza del passaggio dei soldi e della presenza di prove di spionaggio. C'è da aspettarsi che a stretto giro il ministero della Difesa avvii verifiche su quanto accaduto.

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