Pescara, 5 mascherine e un disinfettante a 149 euro: intervengono i Nas

Si indaga sulla presunta speculazione operata da una parafarmacia: "Sarebbe una vergogna, l'esercizio andrebbe chiuso"

Fin dai primi giorni dell'allarme Coronavirus in Italia c'è chi ha speculato sulla psicosi che ha colpito (e continua a colpire) la popolazione: in molti hanno infatti approfittato dell'occasione per vendere a prezzi esorbitanti le convenzioni di gel igienizzante antibatterico e di mascherine, andate praticamente a ruba in seguito all'emergenza internazionale dichiarata dall'Organizzazione mondiale della Sanità. Sarà questo anche il caso del recente avvenimento a Pescara? Una parafarmacia della città adriatica ha fatto pagare 149 euro per 5 mascherine sanitarie e per un barattolino di gel disinfettante per le mani.

La denuncia è arrivata da parte di un cittadino, che si è sfogato duramente contro quella che ritiene una ingiustificata follia economica. La segnalazione è stata inoltrata da Lorenzo Sospiri, presidente del Consiglio regionale abruzzese, alla guardia di finanza. Intanto nella struttura è in corso un'ispezione dei carabinieri del Nas per effettuare tutti gli accertamenti del caso in materia di tracciabilità del farmaco, dei dispositivi medici, vendita di prodotti da banco e sulla validità dei prodotti farmaceutici, oltre che di verifiche del rispetto della farmacopea ufficiale: dunque si controllerà se l'approvvigionamento sia stato regolare e se il divario tra il prezzo di acquisto dei prodotti e quello di vendita al pubblico sia troppo eccessivo. Qualora la presunta speculazione operata dovesse essere comprovata e confermata, all'Ordine dei farmacisti verranno segnalate le violazioni.

"È una vergogna"

Sulla questione è intervenuto in prima persona Sospiri: "Una speculazione ignobile che viene fatta in primis da chi produce questi prodotti e li vende a prezzi impossibili". Il presidente del Consiglio regionale abruzzese in una nota diramata ha fatto sapere che sarà compito della guardia di finanza "accertare la veridicità della segnalazione". Se fosse confermata si tratterebbe "di un caso che rappresenterebbe una vergogna e impone un intervento immediato delle forze dell’ordine, con la chiusura dell’esercizio stesso, costringendo l’attività a rimborsare l’utente malcapitato".

È stato fatto inoltre notare che in città da diversi giorni ormai "si è aperta la caccia alle mascherine, utili a proteggere naso e bocca quando si è costretti a uscire di casa, e a disinfettanti per le mani che però sono andati esauriti in pochi giorni". Le istituzioni, specialmente in questi momenti critici, devono tenere "la guardia alta e prestare attenzione a tutti i segnali che ci arrivano dal territorio, soprattutto per garantire la tutela dei cittadini che, ovviamente, sono confusi, spaventati e alla costante ricerca di possibili soluzioni contro quel Coronavirus che, di fatto, in poche ore, ha letteralmente stravolto le nostre vite".

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