Gli pignorano la casa e si suicida

Un imprenditore sardo di 58 anni si è tolto la vita pochi istanti prima che arrivasse l'ufficiale giudiziario a notificargli il pignoramento della sua abitazione

Gli pignorano la casa e si suicida

Suicidato a causa di Equitalia. A Villacidro, uno dei paesi più poveri della Sardegna (circa 4mila disoccupati su 14mila abitanti), un imprenditore di 58 anni, Sisinnio Machis, mercoledì mattina si è tolto la vita dopo che gli è stata pignorata la casa. Gli amici, sentiti dall'Unione Sarda, lo descrivono come “una persona perbene strozzata dallo Stato e dalle banche”. Il parroco di San Gavino, un paese vicino, su Facebook ha attaccato i “cari governanti” che “si sollazzano ingordamente” coi “lauti compensi statali”lasciando “i padri e le madri di famiglia in balia delle banche”.

Machis, titolare di una ditta di carpenteria metallica, è stato trovato dalla moglie impiccato a casa, al rientro da una rapida commissione. L'uomo due giorni avrebbe dovuto ricevere la visita dell'ufficiale giudiziario che gli notificava il pignoramento della villetta a due piani dove viveva con la moglie. Tutta colpa dei debiti che, a detta di chi lo conosce, non erano neanche particolarmente elevati ma si trascinavano ormai da troppo tempo.

Il deputato grillino Carlo Sibilia, riportando la notizia sul suo profilo Facebook, ha scritto: "Ecco perché ci stiamo battendo. Perché ‪#‎lacasanonsitocca‬. È un bene primario. Casa vuol dire vita e si mi pignori la casa attenti alla mia vita. Il passo indietro del governo (ancora non formalizzato) del passaggio a 18 rate insolventi prima dell'esproprio della casa da parte della banca non può bastare in un paese nel quale imprenditori e lavoratori sono vessati prima dal fisco e poi Equitalia".

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