Il Sap: "Andando avanti così saremo costretti a comprarci anche i proiettili della pistola"

Il Sap mette a disposizione degli iscritti il vestiario di servizio a prezzo scontato: "Diciamo noi al governo come pagarle di meno"

Il Sap: "Andando avanti così saremo costretti a comprarci anche i proiettili della pistola"

"Andando avanti così saremo costretti a comprarci anche i proiettili della pistola". È il commento sarcastico di Gianni Tonelli, segretario del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), mentre parla della nuova iniziativa in risposta ai tagli del governo Renzi e alla mancanza di vestiario per le forze dell'ordine. La pochezza della dotazione delle forze di polizia è tale che per le polo estive il Sap ha pensato di fare da solo: mette le magliette a disposizione dei suoi iscritti ad un prezzo stracciato, solo 9,90 euro, rispetto a prezzi di mercato che ruotano intorno ai 16-18 euro. Non poco.

Con l'arrivo dell'estate, infatti, la polizia ha cominciato a vestire le nuove polo da poco arrivate in dotazione, ma il Ministero ne ha consegnate solo due per ogni agente. Troppe poche, soprattutto per chi è costretto per servizio a girare le città in volante e fare pattugliamenti sotto il sole. La richiesta di ottenerne in numero maggiore avanzata dal SAP all'amministrazione che se ne occupa non è andata a buon fine: "Sono anni che facciamo richieste continue per ottenere maggiore vestiario ma non veniamo ascoltati". Così hanno deciso di mettersi in proprio. Il Sap ha aperto una convenzione con un produttore e gli iscritti al sindacato potranno acquistare le polo pagandole meno della metà di quanto potrebbero fare in un negozio militare. Sembra che l'iniziativa stia avendo successo. Nel volantino fatto circolare tra gli agenti, anche una provocazione: "Ci piacerebbe sapere quanto spende il Dipartimento della pubblica sicurezza per acquistare le polo - si legge nel documento - potremmo indicargli noi un fornitore".

Perché se ormai lo Stato non lascia in mutande la polizia, poco ci manca. "In molti esultano perché il governo ha sbloccato gli stipendi dei poliziotti - aggiunge Tonelli - ma oltre ad essere scatti precedenti del tutto dovuti, ora li stiamo pagando con i tagli alle auto di servizio, al vestiario, agli straordinari, alle pensioni e anche agli arredi degli uffici". Tonelli dà una cifra che parla da sola: “La nostra non è una lamentela basata sul nulla - dice - basti pensare che nel 1992 la Polizia di Stato aveva come risorse per il vestiario l’equivalente attuale di 90 milioni di euro, dal 2014 siamo scesi a 15,8 milioni”. E sembra un annuncio che porta con sé il rammarico di chi si sente non supportato sufficientemente dallo Stato cui presta servizio. Il rammarico di chi è convinto che "tra poco ci daranno solo un pantalone, una camicia e una giacca". Il resto occorrerà comprarlo di tasca propria, sperando si trovi qualcosa di scontato. Oppure bisognerà rassegnarsi a portare la divisa sporca.

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