Poliziotta sospesa per balletto su TikTok. Tar la reintegra e condanna il Ministero

Sospensione a tempo indeterminato per gravi motivi, per due video di 15 secondi finiti casualmente su Tik Tok. Il Tar dà ragione alla poliziotta e condanna il Ministero dell'Interno al pagamento delle spese giudiziarie

Poliziotta sospesa per balletto su TikTok. Tar la reintegra e condanna il Ministero

Divise e social network, un connubio non troppo perfetto e soprattutto pericoloso, in quanto sempre più spesso, si rischia di incorrere in sanzioni disciplinari e addirittura di perdere il posto di lavoro.


La vicenda non riguarda solo i corpi militari e a tal proposito, ricorderemo le polemiche che suscitò l’ufficiale di Marina Militare che a Taranto, fece ballare il plotone, durante il giuramento avvenuto a porte chiuse causa covid, sulle note di ‘Jerusalema’, trend in voga la scorsa estate su Tik Tok.


Il nodo social network riguarda molto da vicino anche i poliziotti, alla luce di una circolare del 2019, emanata dal Capo della Polizia Franco Gabrielli e improntata proprio sull’utilizzo di social network e app di messaggistica da parte degli operatori della Polizia di Stato.


Ed è proprio una allieva agente della Polizia di Stato di Caserta ad essere stata sospesa dal servizio in modo permanente a causa di due video di poche decine di secondi che la ritraevano in divisa con una collega, in una sorta di balletto di quelli in voga su TikTok.


I fatti risalgono all’inizio dello scorso anno, quando la poliziotta in questione, frequentava il corso allievi agenti presso la scuola di Caserta.
Due video, rispettivamente di 13 e 15 secondi, finiti casualmente su Tik Tok, scatenano l’ira di alcuni utenti che iniziano a commentare in maniera negativa. I video vengono immediatamente rimossi e l’agente, appena accortasi di tutto, elimina il suo account dal social network e disinstalla l’app dallo smartphone.


Il giorno seguente a quei video, la giovane viene richiamata oralmente dal direttore della scuola. Al richiamo orale fa poi seguito il provvedimento del Ministero dell’interno di sospensione dal servizio per gravi motivi senza limiti temporali. Insomma, sospesa dal servizio a tempo indeterminato per balletto in divisa finito casualmente in rete e rimosso subito dopo.


A dire del Ministero, l’agente con quei video avrebbe assunto atteggiamenti indecorosi, non consoni allo status di appartenente alla Polizia di Stato “suscitando commenti di utenti del web lesivi dell’immagine dell’Istituzione”.
Presentato ricorso al Tar della Campania, quest’ultimo non la pensa affatto così. Ha infatti, accolto il ricorso, e con sentenza del 18 gennaio scorso ha reintegrato in servizio l’agente, condannando il Ministero dell’Interno, al pagamento delle spese della fase di merito pari a 3000 euro, oltre a quelle accessorie.


Il tribunale amministrativo ha riconosciuto dunque la fondatezza del ricorso, non rinvenendo alla base del provvedimento contro la poliziotta, le condizioni per una sospensione dal servizio, tenendo conto tra l’altro, del poco tempo di permanenza dei filmanti in rete (circa qualche ora), delle spiegazioni fornite dalla ragazza, ovvero la poca dimestichezza con l’app e con il social network e l’inesistenza di effettive ragioni d’urgenza che potessero compromettere la permanenza della giovane nel corpo della Polizia di Stato, ritenendo l’atteggiamento assunto dalla stessa, ‘ludico’ e non ‘indecoroso’.


La giovane, infatti, quando fu richiamata oralmente dal direttore della scuola Allievi Agenti di Caserta presso cui frequentava il corso, spiegò che i video erano finiti online in maniera fortuita e, una volta resasi conto, erano stati immediatamente eliminati.
Ma a quanto pare la spiegazione fornita dalla giovane agente non era bastata ad evitare il provvedimento, ora annullato dal Tar che ha stabilito che quei filmanti non arrecano alcun danno di immagine all’Amministrazione di Pubblica Sicurezza.

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