Portobello, polemiche sul pappagallo del programma di Antonella Clerici

Nella pubblicità si vedeva il pappagallino trasportato dalla Clerici sul trespolo, legato in modo da impedirgli qualsiasi movimento. Oltre a ciò l'animale sembrerebbe avere anche il becco chiuso con dello scotch

Portobello, polemiche sul pappagallo del programma di Antonella Clerici

Dopo l'acquario di Fabio Fazio a "Che tempo che fa", adesso gli animalisti hanno preso di mira il pappagallo verde, mascotte del programma Rai "Portobello" di Antonella Clerici.

"Dopo più di 30 anni di passi avanti contro sofferenza animali, riproporre in Tv (tra rumori, luci) pappagalli o acquari significa non aver compreso che la società si è evoluta. Invitiamo gli autori di @Raiuno a fare show senza animali #portobello", ha commentato su Twitter l'associazione ambientalista Lav rilanciando la critica di Sara Turetta, fondatrice della Onlus Save the dogs. Già 30 anni prima infatti, quando il programma era condotto da Enzo Tortora, il pappagallo verde nello studio del programma era diventato il simbolo di quel varietà.

"Ci sarà un'impennata di vendite di questi animali che dovrebbero vivere in libertà. È irresponsabile esibirli in Tv!", ha affermato Turetta.

A sostenere la causa del pappagallo testimonial del programma anche Ermanno Giudici de Il patto tradito, blog in difesa degli animali: "L'amazzone, legato o meno sul suo trespolo, nello studio della Rai si trova bene quanto staremmo noi uomini in una metropolitana sovraffollata, senza aria condizionata e con la musica che ci perfora i timpani. Magari con l'idea che la nostra esistenza sia in pericolo. Che un nemico ci stia per attaccare".

Dalla stessa Rai arrivano parole a favore della causa ambientalista: "Io sono in generale contrario alla presenza di animali in tv" ha spiegato il consigliere Rai, Riccardo Laganà al Corriere della Sera.

Prima ancora della messa in onda, già lo stesso spot aveva fatto storcere il naso. Nella pubblicità si vedeva il pappagallino trasportato dalla Clerici sul trespolo, legato in modo da impedirgli qualsiasi movimento. Oltre a ciò l'animale sembrerebbe avere anche il becco chiuso con dello scotch.

Subito era stata lanciata una petizione online dalla onlus Sos pappagalli. A fargli eco, Canale etologia che aveva denunciato la pubblicità in promozione del programma: "Da quanto si evincerebbe dai fotogrammi dello spot, l'amazzone utilizzata per la pubblicità non soltanto è legata (tecnica di detenzione vietata in molte regioni italiane), ma la corda risulterebbe avvolta più volte al trespolo, impedendo all’animale qualsiasi tipo di movimento. Inoltre, sembrerebbe pure che sul becco del volatile sia presente un pezzo di nastro adesivo. L’immobilizzazione di questo pappagallo durante le riprese, non soltanto è assurda e in pieno conflitto con le più semplici norme di buona detenzione e gestione, ma risulta essere anche del tutto inutile e inopportuna, dal momento che, in ogni caso, non sarebbe stato difficile trovare un pappagallo ben socializzato ed equilibrato, abituato alla presenza delle persone, per gestirlo completamente libero di esprimersi".

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