"Possibile riconsiderazione del sistema a colori". Presto un tavolo governo-Regioni

Franco Locatelli e Roberto Speranza aprono al dialogo sulle richieste delle Regioni per rivedere i parametri di calcolo del rischio

Locatelli: "Possibile riconsiderazione del sistema a colori"

A due anni di distanza dall'inizio dell'emergenza coronavirus in Italia, nel nostro Paese l'argomento principale è sempre quello. La situazione, dopo il caos delle scorse settimane, sembra stia lentamente tornando a una pseudo normalità. Lo ha confermato il ministro Speranza ai microfoni di Controcorrente: "In questa fase con tanti contagi la comunità scientifica ci dice che la persona contagiata deve stare in isolamento. Penso che dobbiamo guardare al domani ma con piedi radicati nell'oggi: siamo in un picco e l'auspicio è che nei prossimi giorni ci sia ulteriore raffreddamento della curva, di cui si è visto gia qualche primissimo segnale".

Ma la confusione è ancora tanta, non solo nella popolazione ma anche a livello dei vertici che hanno il compito di prendere le decisioni che vanno a influire sulla vita del Paese. L'epidemia muta a una velocità tale che le nostre autorità sanitarie sembra non siano in grado di mantenere il passo e questo comporta una serie di problemi legati a una gestione obsoleta del virus. Ora, il governo, come dichiarato da Roberto Speranza, sembra essere disposto a discutere delle proposte avanzate dalle Regioni per evitare nuove restrizioni e il Cts, per voce di Franco Locatelli, si è detto disponibile a valutare un'eventuale cambiamento dei paramentri delle zone a colori.

Le Regioni temono di passare nelle zone di maggior rischio a causa dei parametri studiati dal governo e dagli esperti nei mesi scorsi, quando ancora non c'era Omicron e la variante Delta si è dimostrata essere maggiormente aggressiva, anche se meno contagiosa. Per questo motivo premono sul governo affinché acceleri i tempi per nuovi parametri commisurati all'attuale situazione pandemica e non legati ai periodi precedenti. In particolare, le Regioni chiedono che vengano rivisti i metodi di conteggio dei contagi e, soprattutto, chiedono che venga abolito il sistema a colori. "Nelle prossime settimane apriremo un confronto con le regioni e nelle prossime ore apriremo un tavolo tecnico sulle questioni da loro proposte"", ha dichiarato Roberto Speranza intervenendo a Controcorrente su Retequattro.

Franco Locatelli, però, è molto cauto sulle richieste delle Regioni, anche se considera ragionevole un tavolo di discussione, come dichiarato a Che tempo che fa. "Il sistema delle colorazioni è stato elaborato da ministero della Salute e Regioni in epoca diversa. Che si possa arrivare a una riconsiderazione sta nella logica delle cose. Detto questo, però, non dimentichiamo che esiste un carico di gestione nelle strutture ospedaliere anche per gli asintomatici ricoverati che devono essere tenuti separati", ammonisce il presidente del Consiglio Superiore di Sanità e coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico. Quindi, a proposito dell'idea di alcuni governatori di eliminare dal computo del bollettino gli asintomatici, Locatelli dissente fermamente: "Non facciamo l'errore di pensare che gli asintomatici non possono contagiare, soprattutto nei primi giorni dell'infezione. Va detto in maniera molto chiara".

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