Profughi sbandati in Friuli: si prostituiscono in pieno giorno

Nella città friulana il rapporto fra profughi ed abitanti stabilito dal Viminale è superato del 400%. I migranti sono costretti a dormire per la strada e i più disperati si prostituiscono per pochi soldi

Profughi sbandati in Friuli: si prostituiscono in pieno giorno

Da Pordenone. Venti euro per un rapporto sessuale. Per tanto i profughi che affollano le strade di Pordenone si vendono nel parco Querini, di fronte alla stazione dei treni. Lo fanno in pieno giorno, sotto il sole di metà luglio, disposti a tutto pur di racimolare qualche euro per tentare la fuga verso l'estero.

Dovrebbero trascorrere il tempo sui libri per imparare l'italiano o impegnati nei corsi di avviamento professionale ma in molti si trovano al parco senza nulla da fare, abbandonati da un sistema di accoglienza evidentemente deficitario. Nella città friulana sono ormai più di quattrocento: oltre il triplo della cifra suggerita da Anci e Viminale di 2,5 profughi ogni mille abitanti.

In parte sono alloggiati in strutture private, in parte abitano all'hub ricavato nell'ex caserma Monti. Ma c'è anche chi è costretto a dormire in strada dalla mancanza di alloggi: il fossato di fronte alla vecchia struttura militare è tappezzato delle coperte e dei materassi degli stranieri che trascorrono le notti all'addiaccio. Una situazione che non è dignitosa per gli stessi profughi e che pone anche un serio problema di degrado (guarda il video).

L'amministrazione comunale di centrodestra fa di tutto per impedire l'arrivo di altri richiedenti asilo, ma la città sembra attirarne in numero sempre crescente: "Dei disperati che arrivano in Sicilia col barcone qui non c'è traccia - spiega l'assessore alla Sicurezza, Emanuele Loperfido - Per la maggior parte sono afghani e pachistani che provengono dalla rotta balcanica oppure arrivano qui dopo essere stati espulsi da altri Paesi Ue. Su internet hanno sparso la voce che ottenere i documenti sia più facile che in altre città."

Come non bastasse, alcune reti di attivisti sono accusate di aver favorito i bivacchi diurni e notturni negli spazi verdi della città, senza che sia ancora stata trovata una soluzione definitiva.
Nonostante la stragrande maggioranza delle coop che si occupano dell'accoglienza proponga programmi d'integrazione assai impegnativi, moltissimi migranti trascorrono infatti il proprio tempo al parco.

Senza soldi e senza nulla da fare, più d'uno finisce nel giro della piccola criminalità: basta passeggiare fra gli alberi perché nel giro di poche ore ci vengano offerti sia della droga che dei rapporti sessuali, venduti per pochi euro e alla luce del sole.
Un abitante della zona che preferisce mantenere l'anonimato racconta di aver assistito a rapporti orali nei parcheggi del centro direzionale poco dopo l'ora di pranzo. Per fortuna non si può parlare di un vero e proprio racket del sesso, ma le segnalazioni simili - sia pure senza che sia ancora stata sporta nessuna denuncia - ricorrono con sempre maggior frequenza.

Nel frattempo la Croce Rossa ha annunciato l'intenzione di aprire un nuovo dormitorio per strappare alla strada quanti più stranieri possibile. Il Comune preferirebbe che gli arrivi venissero concentrati altrove - magari nei paesi limitrofi dove la percentuale di migranti sulla popolazione è ben al di sotto delle quote indicate dall'Anci - e nel frattempo mobilita i vigili urbani per pattugliare i parchi pubblici. I migranti nel frattempo trascorrono le giornate senza far nulla: dormono, fumano, attendono i pasti distribuiti dalla Croce Rossa. Qualcuno dei più disperati si prostituisce fra i cespugli. Entro qualche minuto avrà venti euro in più.

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