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Niscemi, la sinistra scatena la bagarre persino sulla frana: "Meloni riferisca in Aula"

"Proporrò un'indagine amministrativa", ha detto il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci. Tajani: "Per le regioni colpite dal maltempo chiederemo l'aiuto del Fondo europeo di solidarietà"

Niscemi, la sinistra scatena la bagarre persino sulla frana: "Meloni riferisca in Aula"
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La frana di Niscemi è tra le priorità dell'agenda politica. Dopo la visita di Giorgia Meloni al comune siciliano e la promessa di agire "celermente", ora parla il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci. "C"è una sospensione del pagamento delle rate di mutuo e di ogni altra obbligazione. Con la ministra Calderone stiamo individuando quali e quanti ammortizzatori servono per sollevare quelle aziende, ora inattive, che dovrebbero pagare i contributi per i lavoratori. Alcune misure credo siano già alla firma, altre hanno bisogno di un provvedimento di legge e lo affronteremo nel Consiglio dei ministri", ha detto intervistato da Rtl.

Area rossa destinata ad allargarsi

"L'aggiornamento a Niscemi è in evoluzione. Finché non si ferma la frana la linea del fronte continua ad arretrare verso il centro abitato. L'area rossa è destinata ad allargarsi", ha aggiunto il ministro. "Ora dobbiamo pensare alle famiglie che sono rimaste senza un tetto - ha affermato - Il Comune individui un'area alternativa e noi, come Governo, siamo pronti a investire, come stiamo facendo anche in altre parti d'Italia".

Il ministro, poi, ha commentato anche la possibilità di destinare i fondi per il Ponte sullo stretto di Messina alla ricostruzione. "Sono argomenti da caffè" quelli di chi pensa di "sottrarre soldi a una delle più grandi strutture al mondo che serve al Mezzogiorno per presentarsi con le carte in regola", taglia corto. "È un argomento pretestuoso di chi è contrario alle infrastrutture strategiche. Qualcuno vuol farci tornare alle palafitte. Noi pensiamo a un Sud infrastrutturato, con facili collegamenti tra le due sponde" ha detto Musumeci, spiegando che per Niscemi "il denaro è già nel bilancio del Dipartimento ricostruzione della Protezione civile e se non dovesse bastare il governo sarebbe in condizioni di recuperare altri fondi".

Ciciliano: "Il movimento franoso ha superato quello del Vajont"

"Io do soltanto un dato che riesce a dare la cifra. In questo momento stiamo parlando di un movimento franoso che è circa di 350 milioni di metri cubi. Per fare un paragone, il disastro del Vajont del 1963 ha movimentato 263 milioni. Quindi tecnicamente siamo quasi una volta e mezza la quantità di montagna e di territorio e di massa franosa che è caduta rispetto a quella del Vajont", ha detto il capo dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano, ospite al programma Start di Sky TG24.

"Proporrò un'indagine amministrativa"

"Bisogna capire perché siamo tornati a un punto di non ritorno, io vorrei capire se c'è stata una sottovalutazione del fenomeno, ma mi sento di escludere il dolo, una ragione, però, deve pur esserci. C'è una inchiesta della Procura, io proporrò una indagine amministrativa, ne parlerò oggi in Consiglio dei ministri", ha continuato il ministro parlando con Rai News24."È importante che si faccia una cronistoria per capire cosa è successo in questi 30 anni e perché non si sia intervenuti dopo la frana del 1997", ha affermato.

Schifani: "Dal governo un segnale forte"

"La visita della presidente del Consiglio a Niscemi è un segnale forte e incoraggiante per le popolazioni colpite", Renato Schifani, presidente della Regione siciliana in un'intervista al Corriere della Sera. "Ho riscontrato grande attenzione da parte della premier - aggiunge -, che ha confermato la volontà di intervenire con rapidità e concretezza. Abbiamo ribadito l'importanza di un coordinamento efficace tra tutte le istituzioni: in momenti come questi fare squadra è essenziale. Il governo ha garantito la disponibilità a integrare le risorse già stanziate, che si aggiungono ai 90 milioni messi subito a disposizione dalla mia giunta. Particolare attenzione sarà dedicata alla valutazione puntuale dei danni, per assicurare interventi adeguati e tempestivi. Per reperire ulteriori risorse, raccogliendo l'appello della premier, stiamo valutando anche il disimpegno di alcuni fondi Fsc che non hanno rispettato il cronoprogramma".

"La situazione è in evoluzione. Solo quando smetterà di piovere si potrà comprendere meglio" prosegue Schifani. "Ai cittadini che oggi hanno perso la loro abitazione - afferma ancora - voglio ribadire, innanzitutto, che non sono soli. La vicinanza e la solidarietà del governo regionale non sono solo parole, ma si traducono in impegni concreti. Ho già garantito che ci occuperemo di tutti loro, assicurando una casa a ogni famiglia colpita da questa emergenza". "Io governo questa Regione da tre anni - aggiunge -. Il vice commissario della struttura regionale contro il dissesto idrogeologico mi dice, comunque, che negli ultimi 9 anni dal Comune non è arrivata nessuna richiesta di intervento". Sta dicendo che lei non era a conoscenza della situazione di Niscemi? "No", conclude Schifani.

Le opposizioni: "Via Musumeci, Meloni riferisca in Aula"

Il ministro Musumeci, che riferirà in Parlamentop il 4 e 5 febbraio, diventa bersaglio delle opposizioni, che chiedono, all'unisono, che a parlare sia la presidente del Consiglio. "Musumeci aveva sul suo tavolo il documento che invitava a intervenire - ha detto Angelo Bonelli (Avs) - l'unica cosa che può fare è dimettersi". Rincara la dose la deputata siciliana Daniela Morfino, capogruppo M5S in commissione Ambiente: "Le amministrazioni regionali di centrodestra in Sicilia hanno sulla coscienza un disastro annunciato. I fondi c'erano, nero su bianco nel Pnrr: quasi 100 milioni di euro contro il dissesto idrogeologico. Ma per Niscemi non è stato chiesto neppure un euro".

Tajani: "Per le regioni colpite dal maltempo chiederemo fondo Ue di solidarietà"

Dell'emergenza maltempo ha parlato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, spiegando che l'Italia intende "chiedere l'aiuto del Fondo europeo di solidarietà" per Calabria, Sicilia e Sardegna colpite dall'uragano Harry. "Adesso dovranno essere preparati le analisi e i dati dalla protezione civile", ha spiegato. "Ne abbiamo parlato anche al consiglio dei ministri, è giusto procedere come sempre abbiamo fatto" e "c'è sempre stata una risposta generosa da parte dell'Europa".

Area di rischio estesa di 25 km quadrati

Intanto Leonardo Santoro, segretario generale dell'Autorità di Bacino del Distretto idrografico della Sicilia, ha annunciato che "Con decreto, domani disporrò l'estensione dell'area di rischio a tutela della popolazione di Niscemi di circa 25 chilometri quadrati. In questa area sarà imposto il divieto di inedificabilità assoluta". La zona rossa resterà invece di 150 metri. Il decreto, che aggiornerà il Piano di Assetto Idrogeologico, si è reso necessario dopo il monitoraggio dei tecnici che, avvalendosi di droni, hanno sorvolato la zona interessata dalla frana. L'area interessata dal decreto si estende a valle del costone crollato.

Recuperati oggetti e animali: 300 interventi

Sono finora circa 300 gli interventi per recuperare effetti personali effettuati negli edifici in zona rossa a Niscemi dai vigili del fuoco che accompagnano gli sfollati che ne fanno richiesta alla polizia municipale. La media è di 70-80 interventi al giorno: i pompieri entrano nelle case assieme ai proprietari, tutto viene fatto nel tempo più breve possibile. Nelle abitazioni che si trovano a 50-70 metri dal fronte della frana non vengono fatti recuperi. "È troppo pericoloso anche per gli operatori", dice Francesco Turco, funzionario tecnico dei vigili del fuoco di Caltanissetta.

"Le persone chiedono di poter prendere le cose più care che hanno, sono momenti intensi anche per noi - racconta il funzionario - Abbiamo recuperato cani, gatti, pappagalli. Molti hanno la necessità di prendere indumenti, ma anche oggetti per loro preziosi da un punto di vista affettivo come quadri, fotografie di famiglia. Ieri abbiamo accompagnato una donna, ha preso dalla sua casa una stufa per permettere alla sua famiglia di potersi scaldare nella dimora temporanea che li accoglie. La signora è scoppiata in lacrime quando le abbiamo consegnato la stufa e mi ha abbracciato".

Sono 24 gli operatori dei vigili del fuoco impegnati nei recuperi, il mezzo dove si recano gli sfollati con l'autorizzazione a potere prendere i propri oggetti personali nelle case sgomberate si trova a ridosso di una delle zone rosse. La squadra sta mettendo a punto una procedura per il trasferimento in sicurezza di alcuni cavalli che si trovano in un'azienda agricola su un terreno con alcune faglie.

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