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Pierfrancesco Diliberto detto Pif ha pubblicato un video in cui, dopo aver fatto finta di "aver letto, ascoltato e studiato le ragioni di entrambe le parti", dichiara che voterà NO, senza spiegare perché

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E così ieri la sinistra, dopo Marisa Laurito e prima di giocarsi la carta Wanna Marchi, sul referendum Giustizia ha messo in campo la voce autorevole di un altro costituzionalista. Pierfrancesco Diliberto, detto Pif; quello delle Iene.

Stropicciato, lugubre, pessimista per posa, tristissimo - come tutti i comici nemici della contentezza, gente etica e giammai estetica - Pierfrancesco Diliberto detto Pif ha pubblicato un video in cui, dopo aver fatto finta di «aver letto, ascoltato e studiato le ragioni di entrambe le parti», dichiara che voterà NO, senza spiegare perché. «Non voglio entrare troppo nel dettaglio», precisa. E infatti bastava che dicesse che la Meloni gli fa schifo.

Sarebbe bello poter dire che con un video del genere Pif sporca una fulgida carriera. Purtroppo non si può.

Insomma. Pif, uno che quando parla sembra sempre che abbia in bocca un codice penale, ha detto di aver capito che deve votare NO ascoltando Nordio e Tajani. Ha ragione. Noi abbiamo deciso il contrario ascoltando Alessandro Gassmann e Gad Lerner. Ognuno si sceglie i propri cattivi maestri.

Pif, Plof, Paff, Sbam, Gulp, Bau bau, Gnam gnam, Ronf ronf. E sniff sniff.

In realtà non abbiamo idee chiare sul referendum.

Se non che a sinistra vorrebbero (eccome) che la riforma andasse in porto, ma la combattono unicamente in chiave antigovernativa. E alla fine vinceranno pure, scontenti di non aver perso.

I progressisti predicano sempre bene. Ma poi nella vita si deve pur razzolare.

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