La proposta di nozze e l'abito: i sogni infranti di Saman

Ad aprile Saman aveva ricevuto la proposta di matrimonio dal fidanzato "segreto". La coppia aveva ordinato su internet un abito da sposa in Pakistan

La proposta di nozze e l'abito da sposa: i sogni infranti di Saman

Di coraggio ne aveva Saman Abbas. Voleva vivere una vita normale e libera tanto da opporsi ai voleri della sua famiglia. E sognava di sposarsi con la persona che amava davvero e non con il cugino 29enne con cui avrebbero voluto accasarla i genitori. Un desiderio che era ad un passo dall’essere realizzato. La giovane, infatti, stava per convolare a nozze con il fidanzato, un connazionale conosciuto in chat, che come lei viveva in Italia. Un progetto concreto. Tanto che la coppia aveva ordinato l’abito da sposa in Pakistan, dopo aver ricevuto la proposta di nozze a inizio aprile. Un vestito bianco, come tradizione vuole. È quanto emerge dal materiale esclusivo pubblicato dalla trasmissione "Quarto Grado" che ha raccontato l'ultimo mese della 18enne di Novellara e dei preparativi del matrimonio.

Quella proposta di matrimonio doveva essere l’inizio felice di una nuova vita per Saman ed invece era solo il principio della sua fine. "Io morirei per te", aveva scritto la giovane al suo amato. Purtroppo quelle parole sono state un triste presagio. La 18enne è scomparsa da Novellara la notte tra il 30 aprile e l’1 maggio scorso. Non si sa che fine abbia fatto: si ritiene che i parenti l’abbiano uccisa per aver rifiutato il matrimonio combinato dalla famiglia. Il presunto omicidio potrebbe avere una matrice culturale che affonda le proprie radici nelle comunità rurali pakistane, quelle più fondamentaliste.

Anche il fidanzato non ha trascorso un bel periodo: il giovane era stato più volte minacciato dai parenti di Saman insieme alla propria famiglia. Ma l’amore era più forte della paura. E così i due hanno continuato a frequentarsi, nonostante tutte le avversità, tanto da trascorrere una vacanza insieme a Roma. In quell’occasione lui le aveva chiesto di sposarlo. Sogni infranti. Non è arretrata di un passo Saman. Cosa può esserci di più puro, sincero e coraggioso che amare una persona sapendo di rischiare la propria vita? La libertà non si può barattare. Un messaggio che anche a 18 anni può essere insegnato.

Saman e il suo amato si erano conosciuti nel 2019 attraverso alcune chat. Prima i messaggi e poi l’incontro ed infine la frequentazione, ovviamente senza far sapere nulla a nessuno, mentre la famiglia della 18enne progettava il matrimonio combinato. Ma il segreto non può durare a lungo. Saman rifiuta le nozze organizzate dalla famiglia e fissate in dicembre. Ma non può restare a casa. E così si rifugia in una struttura protetta a Bologna. L’incubo sembra finito. Dinnanzi a Saman si spalancano nuovi orizzonti.

Ad aprile, come ricorda la Nazione, la 18enne si allontana da Bologna per raggiungere Roma: nella Capitale dall’11 dello stesso mese trascorre una settimana insieme al fidanzato. In quei giorni il suo amato le fa la proposta di matrimonio. Saman torna a Novellara per riprendersi i documenti. Forse, chissà, un passo falso. Qui trova una brutta sorpresa. Il padre Shabbar stava organizzando delle nuove nozze combinate, questa volta per giugno. L’incubo riaffiora. Il 22 Saman va dai carabinieri: "Voglio denunciare i miei genitori perché trattengono i miei documenti". E poi scrive al fidanzato: "Morirei per te". Una frase profonda che forse la giovane ha usato senza pensarci troppo. Un modo per ribadire il suo amore incondizionato per il suo fidanzato. Un pensiero che, però, alla luce dei fatti potrebbe essersi rivelato essere premonitore. Pochi giorni dopo Saman scompare.

Il fidanzato, quello non gradito dai genitori e dai parenti di Saman, ai microfoni di "Quarto Grado" si è sfogato: "Più di quello che abbiamo fatto, come dovevamo comportarci? Abbiamo segnalato, abbiamo denunciato. Ci aspettavamo di essere più protetti". "Mi rendo conto che Saman è stata uccisa- ha continuato-. Ma mi auguro che non sia realmente morta. Le penso da qualche parte, ancora in vita". Un augurio, questo, sicuramente condiviso da tutti. Nel frattempo le indagini proseguono.

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