Puglia, termoscanner all'ingresso del policlinico di Bari

In questo modo chi ha la febbre non potrà accedere ai reparti

Solo ieri la presentazione del nuovo piano ospedaliero della Puglia. Si tratta di una vera e propria organizzazione "da guerra" messa a punto dal governatore Michele Emiliano, da Vito Montanaro, direttore del dipartimento promozione della salute della Regione Puglia e da Pier Luigi Lopalco, responsabile del coordinamento emergenze epidemiologiche in Puglia.

Oggi il nuovo piano di emergenza sanitaria vede la sua applicazione con l'attivazione di un termoscanner all'ingresso del policlinico di Bari. Si tratta di una telecamera a infrarossi e di un computer connesso per la rilevazione della temperatura corporea all’ingresso pedonale di piazza Giulio Cesare. L’apparecchio, appena acquistato dalla struttura sanitaria barese, consente di velocizzare i controlli per gli accessi all’interno del quartiere ospedaliero di dipendenti, pazienti e visitatori. Tutti
coloro che entrano nel policlinico, infatti, d'ora in avanti saranno sottoposti al controllo della temperatura.

Si tratta di una misura di prevenzione adottata dalla direzione generale per razionalizzare le presenze tra i padiglioni ed evitare la diffusione del Covid19. Il termoscanner sostituisce i termometri digitali al varco principale di accesso. Ogni persona che entra deve fermarsi davanti alla telecamera per la lettura della temperatura e solo quando gli infermieri daranno il via libera può accedere alle altre zone del policlinico. In caso di febbre il computer lancia un allarme sonoro e la persona a cui è stata rilevata una temperatura corporea più alta del normale, non potrà accedere ai reparti. Il monitoraggio dei reparti e della situazione sanitaria, invece, avviene dalla control room allestita nella direzione generale del policlinico. La stanza è presidiata ventiquattr'ore su ventiquattro ed è attrezzata per i video collegamenti con i medici in corsia.

Oltre a questo, per l'emergenza Coronavirus, la Regione Puglia punta ad arrivare all'attivazione di trecentosei posti letto nei reparti di terapia intensiva nell'ambito di uno scenario che prevede (è solo un'ipotesi), nei prossimi giorni, di arrivare a 2mila contagiati. La riorganizzazione sanitaria è stata messa a punto in caso non dovesse servire il restare a casa, insomma, prevedendo la peggiore delle ipotesi. Attualmente i posti letto di terapia intensiva attivati sono 54, a questi si sommeranno altre 252 unità di cui 144 attivabili nel pubblico, 58 nell'ospedale "Francesco Miulli" che è un ente ecclesiastico di Acquaviva delle Fonti (in provincia di Bari) e 50 nelle strutture private. Per quanto riguarda i reparti di pneumologia, i posti letti attivi ora sono 124 per i casi di coronavirus ma sono attivabili altri 403, per un totale di 527 posti letto. Infine, allo stato attuale, ci sono 131 posti attivi nei reparti di malattie infettive che potranno arrivare a 251, per un totale di 382 unità. Quindi, complessivamente, sono riservati ai pazienti che hanno contratto il coronavirus 1.215 posti letto.

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