Quarta dose, c'è il sì negli Usa. Cosa decide l'Italia

Il ministro Speranza ha spiegato che l’obiettivo è quello di tutelare i soggetti più fragili, anche perché non si sa quando arriveranno i vaccini aggiornati

Quarta dose, c'è il sì negli Usa. Cosa decide l'Italia

Riguardo la quarta dose di vaccino anti-Covid, dopo il Consiglio Salute dell'Unione europea, il ministro Roberto Speranza ha spiegato oggi che l’obiettivo è quello di tutelare i soggetti più fragili. Anche perché, come ha sottolineato, al momento non vi sono certezze su quando potranno essere disponibili i vaccini aggiornati contro le nuove varianti e aspettando questi si dovrà intanto pensare a proteggere le persone più fragili. Ha però tenuto a precisare che "in questo momento nessuno, a livello mondiale né europeo, parla di una quarta dose per tutti. Noi siamo già partiti in Italia con una quarta dose per gli immunocompromessi, che sono quelli assolutamente più fragili degli altri", ha spiegato Speranza.

La richiesta di Speranza

Il ministro ha poi precisato: "La valutazione che credo si potrà fare a livello europeo è su una quarta dose condivisa per determinate fasce generazionali più fragili, quindi stiamo parlando della fascia più anziana, con una asticella che dobbiamo definire, che chiediamo alla Commissione di indicare, e che deve essere secondo me la stessa in tutti i Paesi europei". Secondo Speranza non è quindi un bene che gli Stati scelgano da soli e facciano scelte diverse, perché queste decisioni sono molto difficili da far capire alla popolazione. Servirebbero quindi scelte condivise, unitarie sia per quanto concerne i tempi che sulle fasce d’età.

La richiesta del ministro è che sulla quarta dose ci sia una posizione unitaria dei Paesi europei, delle agenzie, della Commissione europea. Infine, come ha tenuto a sottolineare Speranza, in questo momento ci troviamo in una fase nuova grazie ai vaccini, in cui le restrizioni stanno via via venendo eliminate. Delle scelte non omogenee prese dai vari Paesi potrebbero solo disorientare e non aiutare le campagne vaccinali. "Chiedo si dia mandato alla Commissione, d'intesa con la presidenza di turno, di fare in tempi stretti una proposta in tal senso, basata esclusivamente sull'evidenza scientifica", ha detto il ministro alla Salute.

Cosa hanno deciso gli Usa

Per quanto invece riguarda gli Stati Uniti, la Food and Drug Administration americana ha autorizzato l'uso d'emergenza della quarta dose del vaccino anti-Covid, che è stato creato dalle aziende farmaceutiche Pfizer-BioNTech e Moderna, per i soggetti di età superiore ai 50 anni d'età e per i soggetti immunodepressi. A dare la notizia è stata l'autorità sanitaria di Washington. Il prossimo autunno dovrebbero invece iniziare le inoculazioni per il resto della popolazione adulta. In ogni caso, la quarta dose verrà somministrata dopo almeno quattro mesi dalla terza.

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