"Quarta dose a tutti", "Non ha senso". Ora è bagarre sul vaccino

Il consigliere di Speranza, Walter Ricciardi, apre alla quarta dose del vaccino per tutti a partire dall'autunno. Scettici gli infettivologi: "Non ha senso", "È prematura"

"Quarta dose a tutti", "Non ha senso". Ora è bagarre sul vaccino

Se la quarta dose di vaccino è prevista soltanto per gli immunodepressi e i fragili, come ci siamo appena occupati sul Giornale.it, dopo almeno 120 giorni dal booster, non la pensa così il consulente del ministro Speranza, Walter Ricciardi, per il quale in autunno toccherà a tutta la popolazione vaccinarsi per la quarta volta.

"Utile a tutti"

In un'intervista rilasciata a La Stampa, Ricciardi prevede che la somministrazione della quarta dose "è probabile che in autunno sarà utile a tutti" sottolineando come, nonostante il venir meno delle restrizioni e della cessazione dello stato di emergenza il prossimo 31 marzo, bisogna mantenere "l'accortezza di mantenere i pilastri che reggono la nostra libertà attuale". I dettagli sono in fase di studio ma, come dichiarato dal consulente, dovrebbero quindi rimanere in piedi tutte le strutture per la vaccinazione, "la rivaccinazione, il Green Pass e le mascherine per i luoghi chiusi". Per Ricciardi, saremo davvero fuori dalla pandemia quando i vaccini raggiungeranno ogni angolo del globo.

Galli: "Non ha senso"

La pensa diversamente il prof. Massimo Galli, già direttore di Malattie infettive all'ospedale Sacco di Miliano. Intervistato da AdnKronos, il professore ha affermato che la quarta dose "non avrebbe senso se non in una chiava medica: in alcune categorie particolari di popolazione, ovvero negli immunodepressi e nei grandi anziani in cui può essere sospettata una insufficiente risposta alle precedenti dosi", sottolineando come si possa essere sufficientemente protetti con le tre dosi, con le persone già guarite da Omicron e con il netto miglioramento del quadro epidemiologico. Galli sottolinea come le pesone che non rispondono al vaccino "devono essere individuati come tali" e sdoganare il fatto che in alcuni vada studiata "la risposta al vaccino e che, quindi, vadano misurati gli anticorpi per i candidabili alla quarta dose. Ma se una volta fatta la quarta dose, non si valuta anche se hanno risposto, siamo punto e a capo". La soluzione, per questi pazienti, potrebbe essere la somministrazione di anticorpi monoclonali per aiutare i no responder al vaccino a proteggersi. "È un'ipotesi che merita considerazione".

Cartabellotta: "Non ci sono evidenze scientifiche"

Dello stesso parere di Galli e contro le teorie di Ricciardi c'è anche Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe intervenuto a "L'Italia s'è desta" su Radio Cusano Campus. "Ad oggi per la popolazione generale non ci sono evidenze scientifiche che dicano che serve la quarta dose", spiega, sottolineando che la dose booster protegge al 90% e intensifica nuovamente gli anticorpi che calano velocemente dopo le prime due dosi. Semmai, l'ulteriore dose è giusto venga somministrata agli immunodepressi come ha evidenziato il generale Figliuolo che ha spiegato le disposizioni che si stanno prendendo di comune accordo con il ministero della Salute. "La mia indicazione è quella che partiremo il primo marzo: quindi sicuramente continueremo a tenere l'organizzazione che c'è ora in atto", ha spiegato aal termine della visita all'ospedale pediatrico Meyer di Firenze.

"Quarta dose per tutti è prematura"

La quarta dose di vaccino anti-Covid ai fragili e immunodepressi "va benissimo perché permetterà a queste persone di avere una risposta più efficace", mentre allargarla al resto della popolazione iniziando magari dai più anziani "mi pare prematuro stabilirlo oggi". Lo ha affermato all'Adnkronos Salute Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit). "L'autunno sarà un periodo in cui potrà esserci una maggior circolazione del virus ma programmare già un quarta dose è presto. E poi c'è la necessità di avere un vaccino aggiornato, o rispetto alle varianti oggi in circolazione, o uno a largo spettro".

"Bene per i più fragili, presto per gli altri"

Sempre ad AdnKronos, il presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e ordinario di Malattie infettive all'Università Sapienza di Roma, Claudio Mastroianni, ha sottolineato come sia un bene iniziare adesso con la quarta dose ai più fragili "perché è la fascia di popolazione più delicata e che va protetta, mentre credo sia troppo presto per programmare questo richiamo per tutti. Aspettiamo". Ottime notizie anche per la prevenzione, con un "nuovo monoclonale da usare in fase preventiva, come profilassi, proprio per i più fragili e per chi non risponde al vaccino anti-Covid", conclude Mastroianni.

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