Ragazzo denudato in gita, i genitori difendono i bulli: "Era uno scherzo"

I bulli sospesi: ora perderanno l'anno. Ma i genitori attaccano la preside: "Scuola esagerata, il castigo è eccessivo"

Ragazzo denudato in gita, i genitori difendono i bulli: "Era uno scherzo"

Durante una gita scolastica a Roma, quindici studenti se la prendono con un compagno. Tutti contro uno, di notte, in albergo. Lo spogliano, gli rasano i peli, lo "agghindano" con alcune caramelle. Non solo. Uno dei bulli filma tutto col cellulare. Quando, poi, i ragazzi tornano a Cuneo, condividono il video con altri compagni di classe, con gli amici e con i conoscenti, fino a che il documento non finisce in mano a un professore e, quindi, ai genitori del ragazzo. La preside decide di evitare le denunce, ma sospende tutti i bulli e fa fioccare il quattro in condotta per tutti.

Ora, a Cuneo, l'episodio è diventato un vero e proprio caso che divide. Non tanto sul bullismo ma sulle scelte della preside. Non solo si dibatte su Facebook se la punizione è stata esagerata, ma un gruppo di mamme si è addirittura rivolto alla Stampa per difendere i figli. "Macché bullismo - dice una - macché violenze. È stato uno scherzo. Forse pesante, ma uno scherzo. Lo sbaglio è una punizione tanto severa". Poi, incalza: "Parlo a nome di molte delle mamme, anche se non ho figli al liceo. State raccontando un caso che non esiste. Se c’è qualcosa di grave è che abbiano sospeso quattordici studenti e dato il quattro in condotta a tutti. Non li fanno neppure accedere ai programmi per prepararsi a casa. Significa condannarli ad essere bocciati, a perdere un anno di scuola. Una rovina per molti. Anche in termini economici, con quello che costa oggi frequentare un liceo". Nella telefonata alla Stampa, la donna invita i giornalisti a chiedersi per quale motivo i ragazzi fossero soli: "Un professore all’ultimo non li ha accompagnati. E come è sempre successo nelle gite hanno approfittato delle ore libere per divertirsi. Nulla di più, nulla di diverso, nulla di grave. Nessuno si è fatto male, nessuno voleva fare del male, ma solo scherzare. Quelle cose cameratesche che si fanno in caserma. Che si sono sempre fatte tra ragazzi. Ripeto: nessun caso di bullismo".

"I ragazzi, e alcuni genitori, sono convinti che l’episodio sia riconducibile allo scherzo", replica la preside Germana Muscolo bollando la posizione dei genitori dei bulli come "inaccettabile". "Siamo dovuti intervenire con fermezza per far capire quali sono i limiti, il rispetto delle norme, il contesto in cui si fanno certe azioni - conclude la preside - si trattava di gita educativa. Dopo i provvedimenti alcuni, figli e genitori, hanno capito la gravità dell’episodio. Molti, ma non tutti".

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