La Rai fa cassa pure coi disabili: "I sordomuti pagano il canone"

Sordomuti costretti a pagare il canone. La Rai: "Si leggano i sottotitoli". Ma non tutti i canali hanno la funzione

La Rai fa cassa pure coi disabili: "I sordomuti pagano il canone"

Francesco ha 45 anni. Sordomuto sin dalla nascita da sordomutismo, è invalido civile al cento per cento. Eppure, quando si è rivolto agli uffici di viale Mazzini per ottenere l'esenzione dal canone Rai, perché lui la tivù non la può sentire, ha ricevuto una risposta che gli ha gelato il sangue. Dovrà pagare la tassa più odiata dagli italiani perché, come gli hanno spiegato, i programmi hanno i sottotitoli. In realtà, il servizio pubblico non prevede alcuna sottotitolazione per i nuovi canali digitali e le dirette, non la garantisce per i canali storici e non ha ancora attivato la funzione di sottotitolaggio per i contenuti trasmessi in diretta sul sito web.

Entro il 16 maggio 2016 la legge di Stabilità scritta dal governo Renzi prevedeva che i cittadini, che ne avessero il diritto, inviassero la richiesta di esenzione dal canone rai. Francesco avrebbe voluto farlo. Ma, coadiuvato da un amministratore di sostegno, ha scoperto che l'azienda pubblica televisiva si è "dimenticata" di prevedere una esenzione specifica dal pagamento del canone per i telespettatori non udenti. Quando l’amministratore ha chiamato il numero verde, messo a disposizione da viale Mazzini, per chiedere spiegazioni si è sentito rispondere che la Rai non aveva previsto l’esenzione per i diversamente abili "non udenti" dal momento che la presenza della sottotitolazione nei programmi avrebbe garantito la possibilità per il soggetto di usufruire del servizio pubblico.

A questo punto Francesco si vedrà arrivare sulla bolletta elettrica Enel, sulla quale – ironia della sorte – ha uno "sconto" in quanto invalido al cento per cento, i primi 70 euro per il canone Rai. Lui, però, ha deciso di non arrendersi e si è rivolto ad Agitalia. "È una questione di principio di tutela della propria categoria", spiega l'associazione facendo notare che, anche se molti programmi sono sottotitolati, molti dei nuovi canali digitali non lo sono e, comunque, le "dirette" televisive non lo sono quasi mai.

Agitalia sta predisponendo un’azione collettiva nazionale per richiedere all'azienda televisiva pubblica non solo l’esenzione dal canone 2016 ma anche la restituzione delle somme eventualmente versate nei precedenti anni e un risarcimento di tremila euro in favore di ogni soggetto diversamente abile che comprovi la propria sordità.

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