Al via nelle Marche la raccolta fondi per l'ospedale, ma i terremotati sono ancora nelle casette

L'appello lanciato dal governatore Dem Ceriscioli agli imprenditori marchigiani: "Un ospedale in tempi così stretti solo attraverso le donazioni". Ma nelle Marche ci sono ancora 30mila sfollati del terremoto

Continua a crescere il numero dei contagiati nelle Marche. La regione messa in ginocchio dal terremoto del 2016 ora deve fare i conti anche con l’epidemia di coronavirus. I casi positivi sono quasi 3mila. Per la precisione 2.934, come comunica il bollettino odierno del Gruppo Operativo Regionale Emergenza Sanitaria. È salito a 287 il numero dei morti, mentre 148 sono le persone attualmente ricoverate in terapia intensiva.

Tra i pazienti attaccati ai respiratori c’è anche un neonato positivo al test che si trova nel reparto di rianimazione pediatrica dell’ospedale Salesi di Ancona. Anche il governatore Luca Ceriscioli ieri ha deciso di mettersi in quarantena dopo la notizia del contagio di Guido Bertolaso. Il consulente dell’emergenza della Regione Lombardia, che sta coordinando i lavori per la costruzione dell’ospedale alla Fiera di Milano, lunedì era arrivato ad Ancona su invito proprio di Ceriscioli per il sopralluogo di un sito adatto all’allestimento in tempi record di un reparto di terapia intensiva da cento posti letto.

"In dieci giorni dovremmo essere in grado di poter fare in modo che tutti i marchigiani che hanno bisogno di questo genere di assistenza, così importante, sofisticata e delicata, possano averla", aveva detto Bertolaso parlando con i giornalisti, e definendo la missione una "corsa contro il tempo". Tra dieci giorni, infatti, secondo il governatore, nella regione si arriverà al picco dei contagi. In ballo ci sono due soluzioni, il Palaindoor del capoluogo marchigiano, il più esteso impianto italiano per l’atletica leggera al coperto, oppure una nave che finita l’emergenza nella regione potrebbe essere dirottata su altri fronti.

Costo dell’investimento 12 milioni di euro che il governatore Dem conta di mettere insieme con l’intervento dei privati. "Non perché non abbiamo i soldi che servono per realizzarla - ha spiegato lunedì mattina -ma per la velocità: è possibile realizzarla in tempi così stretti solo attraverso le donazioni". L’appello agli imprenditori marchigiani è stato rinnovato anche in un video postato ieri sera sul suo profilo Facebook. "Abbiamo già avuto i primi contatti - buoni - con gli imprenditori marchigiani, anche molti cittadini ci hanno scritto per dare il loro contributo, ringrazio tutti coloro che hanno già manifestato la loro disponibilità e anche chi lo farà in futuro", ha detto Ceriscioli, determinato ad andare avanti sul "progetto 100".

La situazione più critica resta quella di Pesaro, con 1432 contagi. Ma si arranca anche a Camerino, nella zona rossa del sisma, dove la quarantena si fa nelle "casette" di cartongesso, quelle costruite in fretta e furia per dare un tetto a chi viveva nei borghi spazzati via dalle scosse del 2016. L’ospedale locale, secondo La Verità, che ha raccolto l’appello del sindaco Sandro Borgia, è subissato dai casi di coronavirus e non ce la fa più ad assistere la popolazione delle zone terremotate.

Sono ancora in 30mila, ricorda il quotidiano di Maurizio Belpietro, a vivere nei prefabbricati, mentre 6mila persone restano sfollate negli alberghi della costa. Qui, insomma, la ricostruzione non è mai partita davvero. E ora all’emergenza degli sfollati si è aggiunta anche quella sanitaria che sta mettendo a dura prova la regione governata dal Pd.

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