Rimini, maltrattarono il figlio neonato: alla sbarra i genitori

I fatti risalgono al 2014. Il piccolo fu portato al pronto soccorso con la sindrome da scuotimento

"Il bimbo è guarito e ora sta bene". Sono queste le parole dell'avvocato Valentina Broccoli, rappresentante del bimbo romagnolo che nel 2014, a soli tre mesi di vita, finì in ospedale in condizioni gravissime dovute alla cosiddetta sindrome da scuotimento. È accaduto a Rimini. I due genitori del piccolo, all'epoca entrambi ventenni, sono accusati in concorso di lesioni gravi e maltrattamenti in famiglia.

In aula hanno testimoniato gli investigatori, i medici e l'assistente sociale. Oggi il bambino, che è parte civile nel procedimento, ha cinque anni e vive con una famiglia affidataria. "Viene monitorato dai medici, ma per fortuna non ha riportato lesioni permanenti ed effettua visite regolari con i genitori naturali", spiega il legale. Il piccolo, il 10 luglio del 2014, fu portato al pronto soccorso dell'ospedale "Infermi" di Rimini privo di sensi.

Nel giro di poco tempo ebbe convulsioni e altri gravi sintomi e venne trasferito nel nosocomio "Bufalini" di Cesena. Gli furono riscontrate emorragie cerebrali e liquido nella calotta encefalica. Subito partì la segnalazione alla procura di Rimini che ha avviò le indagini. Il giovane padre ha ammesso di aver preso in braccio il piccolo che non smetteva di piangere, strattonandolo per farlo smettere. In casa era solo, ma anche la madre è finita a processo per atteggiamenti ritenuti ambigui e perchè, secondo l'accusa, entrambi non si sarebbero presi cura a dovere del figlio nemmeno durante la sua permanenza in ospedale.

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