Rimini, immigrato rapina una donna col coltello. Poi aggredisce gli agenti

Lo straniero, che aveva appena aggredito una donna con un coltello per rapinarla, si è scagliato con veemenza contro gli agenti, colpendoli con forti pugni e calci e tentando di morderli

Prima minaccia una donna con un coltello e la rapina, poi aggredisce con violenza gli agenti della questura di Rimini intervenuti sul posto.

Protagonista in negativo della vicenda un clandestino pluripregiudicato ghanese di 23 anni, ora dietro le sbarre in attesa di giudizio direttissimo. I fatti si sono svolti nel corso della tarda serata dello scorso mercoledì, nella centrale piazza Malatesta. Qui l'africano si è avvicinato furtivamente alle spalle di una donna kazaka di 46 anni, intenta a caricare alcuni bagagli nell'automobile di sua proprietà. Dopo aver estratto un coltello dalla tasca, il malvivente l'ha puntato contro la vittima la quale, pur essendo stata colta di sorpresa, ha comunque tentato di reagire spintonandolo via.

Un testimone, 32enne di nazionalità albanese, si è reso conto di quanto stava accadendo dinanzi ai suoi occhi, ed ha deciso di intervenire in soccorso della donna. Dopo aver gridato contro l'aggressore, si è messo a correre in sua direzione, costringendo l'africano ad abbandonare ogni proposito di rapina per darsi alla fuga. L'albanese, alle calcagna dell'aggressore, ha incrociato una volante della questura di Rimini e spiegato in breve cosa era accaduto, indicando agli agenti il ghanese, che nel frattempo si era allontanato da piazza Malatesta verso piazza Cavour.

È qui che i poliziotti hanno raggiunto lo straniero, ma quest'ultimo si è opposto con grande violenza al tentativo di fermo. Con le spalle al muro, l'africano si è scagliato contro gli uomini in divisa, colpendoli con forti calci e pugni, e tentando di morderli.

Con grande fatica gli agenti sono riusciti a mettere le manette al malvivente, tradotto in questura per le operazioni di identificazione. Qui è emerso trattarsi di un clandestino, con una lunga lista di precedenti alle spalle, tra cui porto d'armi, violenza sessuale e resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Addosso, lo straniero aveva il coltello utilizzato nell'aggressione ed alcuni involucri termosaldati di cellophane contenenti dosi di marijuana. Per lui arriva l'incriminazione per porto abusivo di armi, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Commenti

maricap

Gio, 26/09/2019 - 18:40

Restituirgli calci e pugni non si può, dato che per i merdaioli comunisti, sarebbe tortura, sanzionata da una legge fatta passare da loro. Chi aggredisce le forze dell'ordine deve essere abbattuto, senza se e senza ma.in quanto esse operano per la difesa degli onesti, e certo che non possono farlo, se leggi de me rd gli impediscono già di difendere efficacemente se stessi. Sed ferro recuperanda est patria; si ergano le ghigliottine e ... sotto a chi tocca.