Riprende il traffico di migranti anche dalla Libia: in 150 segnalati in difficoltà

Due imbarcazioni segnalate in difficoltà in acque maltesi, Alarm Phone e Sea Watch chiedono immediato soccorso ma da La Valletta al momento nessuna risposta: è il segno che il flusso migratorio è oramai ripreso dopo due settimane di calma totale

Non solo Lampedusa e non solo la rotta tunisina: anche la Libia è tornata a creare grattacapi sul fronte migratorio dopo un periodo di quasi due settimane in cui il numero degli approdi nel nostro paese è stato pari a zero.

Alarm Phone, il network telefonico che su Twitter rilancia le richiese di aiuto provenienti direttamente dai barconi in avaria, nelle scorse ore ha annunciato la presenza di un’imbarcazione con 110 persone a bordo in difficoltà.

Il mezzo, partito dalla Libia, imbarcherebbe acqua ed avrebbe i motori spenti, il tutto all’interno delle acque Sar maltesi e non distante da Lampedusa. A rilanciare l’allarme, anche l’Ong tedesca Sea Watch: “A 52 miglia da Lampedusa, 110 persone sono in imminente pericolo di vita – si legge in un post su Twitter dell’organizzazione – Le persone hanno riferito ad Alarm Phone di essere a bordo di un gommone da oltre 33 ore. Il motore ora si è fermato e il gommone imbarca acqua”.

Sia Alarm Phone che l’Ong tedesca, hanno lanciato un appello affinché le autorità possano intervenire il prima possibile. In particolare, secondo il network telefonico le persone avrebbero paura di affondare in quanto il mezzo starebbe imbarcando acqua: “I migranti hanno anche paura di essere riportati in Libia”, si legge in un tweet sempre di Alarm Phone, in cui viene chiesto di far approdare le 110 persone in Europa.

Gli appelli sono orientati soprattutto verso il governo maltese, visto che l’imbarcazione si trova sì vicino Lampedusa ma in acque maltesi. Nella zona è stata segnalata la presenza della petroliera “Guneshli”: “Adesso la Guardia Costiera maltese – scrivono i membri di Alarm Phone – Deve ordinare all’equipaggio di questa nave di dare immediata assistenza e soccorsi ai 110 migranti”.

Per il momento però, non sarebbero arrivate novità dalle autorità di La Valletta e l’imbarcazione si troverebbe quindi sempre in stato di “distress”. La segnalazione della presenza del barcone in difficoltà, ha confermato un possibile nuovo trend in rialzo degli sbarchi. Una circostanza quest'ultima testimoniata anche dalla presenza di un altro mezzo con 49 migranti a bordo in avaria, sempre in acque maltesi.

In totale, sono quindi 150 i migranti attualmente segnalati nel Mediterraneo centrale ed in attesa di soccorso. A questi occorre aggiungere le 43 persone approdate in nottata a Lampedusa, soccorse e tenute presso il molo Favarolo del porto dell’isola. Quest’ultimo è stato il quarto sbarco in meno di 48 ore sulla più grande delle Pelagie.

Qui la situazione iniziare a creare non pochi problemi: anche i migranti infatti devono rispettare le norme contro il coronavirus ed andare in quarantena, ma non ci sono posti adatti a Lampedusa per mettere in isolamento tutti i migranti arrivati, al di fuori dei 26 già ospitati da giovedì dopo il primo sbarco.

Sul caso nelle scorse ore è stato registrato anche l’intervento dell’ex ministro dell’interno Matteo Salvini: “Più di 40 sbarchi dall’inizio di marzo a oggi, tutti nelle ultime ore e nel silenzio generale – ha tuonato il segretario del carroccio – Dopo aver interrotto per qualche settimana il business, ora il traffico di esseri umani è ripreso. Gli italiani non possono uscire di casa, ma accogliamo gli immigrati e mettiamo in pericolo soccorritori e Forze dell’Ordine. Porti chiusi, controlli e quarantena”.

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.