A Roma è boom di baby squillo

Le minorenni sono attratte dai soldi facili e dalla prospettiva dei vestiti nuovi. In un anno c'è stato un incremento del 442%

A Roma è boom di baby squillo

A un anno di distanza dallo scandalo delle baby squillo dei Parioli, un'inchiesta della procura di Roma scopre come questa realtà sia notevolmente aumentata. Nel 2013 erano 35 le minorenni che si prostituivano a Roma e nel Lazio, adesso sono diventate 190 con un incremento del 442%. A riportare la notizia è Il Messaggero.

Le indagini del procuratore aggiunto Maria Montenapoleone evidenziano come ci sia un netto aumento di giovanissime ragazze che si prostituiscono per "denaro facile", come dissero due minorenni coinvolte nello scandalo delle baby squillo dello scorso anno. Gli investigatori si sono finti giovanissimi e sono entrati nei luoghi in cui le ragazzine agiscono, soprattutto chat e siti di incontri. Ma gli inquirenti hanno notato come i luoghi non sono solo virtuali ma anche reali. Non è difficile infatti trovare le baby nelle discoteche più famose della Capitale. Angela e Agnese, due delle ragazzine coinvolte nello scandalo dell'anno scorso, hanno raccontato agli inquirenti cosa le induceva a compiere queste azioni: "Noi avevamo bisogno del denaro, ormai ci eravamo abituate così - afferma una delle due ragazze - Come farò ora a vivere senza borse di marca, senza vestiti di lusso?"

La psicoterapeuta Margherita Spagnuolo Lobb, intervistata da Il Messaggero, afferma che le ragazze "vivono il corpo in modo desensibilizzato, come una merce di scambio per ottenere soldi, vestiti e ricariche telefoniche. Tendono a chiudersi in camera, non guardano i genitori negli occhi e manifestano reazioni aggressive".

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