Roma, il destino (quasi) segnato della Città della Scienza

I dubbi degli architetti sul "monopolio" delle archistar: "I nomi non c’è neanche bisogno di tirarli fuori". E il progetto rischia di essere un flop

Roma, il destino (quasi) segnato della Città della Scienza

Dopo l’inchiesta Mafia Capitale, Roma è "ladrona". Certo, non nella sua totalità. Ma tra campi rom, accoglienza, rifiuti, trasporto pubblico, appalti di vario genere, grandi opere, rifiuti ed ora anche i vestiti usati, è difficile scorgere uno spiraglio di "pulizia". Infatti, sentir parlare, come è accaduto due giorni fa alla conferenza stampa per la presentazione del progetto Città della Scienza nel quartiere Flaminio, fa venire i brividi. E il sentimento comune, senza dover essere per forza "gufi", è: "Chi ci mangerà adesso?"

Il piatto è davvero ghiotto: l’area interessata misura 51mila metri quadri. Il progetto nasce in seno al protocollo (firmato ad ottobre 2013) tra Comune di Roma e Cassa depositi e prestiti investimenti Sgr, che è proprietaria dell’area e che investirà 90milioni di euro (pari a 2mila euro a metro quadro) per la costruzione degli spazi privati. Un intervento che genererà 43 milioni di euro di contributo straordinario, a carico del privato, che servirà però al Campidoglio per costruire la Città della Scienza. Come farà il sindaco Ignazio Marino a controllare che tutto rimanga “pulito”?

I progetti

In questa prima fase, chi vorrà farsi avanti con un progetto potrà farlo. Infatti, il bando pubblico internazionale è aperto. Bisognerà inviare il proprio curriculum (riferito a progetti che dimostrino "attitudine alla città e allo spazio pubblico"), con un proposta indicativa su tre fogli A3. Tra i candidati saranno selezionati sei gruppi di progettazione – ciascuno dei quali riceverà un rimborso spese di 24mila euro – che parteciperanno alla seconda fase, scandita da tre colloqui successivi con la giuria. Termine per presentare le proposte per la prima fase, il 26 febbraio 2015. I sei gruppi ammessi alla seconda fase dovranno poi elaborare un masterplan entro metà giugno. Dalla rosa dei sei progetti uscirà quindi il vincitore. A quel punto, ha ricordato l’assessore alla Trasformazione Urbana Giovanni Caudo, in base al protocollo d’intesa tra Campidoglio e Cassa Depositi e Prestiti, "la Cdp si farà carico degli oneri ordinari e straordinari, questi ultimi per almeno 43 milioni di euro."

E speriamo che bastino. Perchè gli architetti della Capitale, che aspettavano da tempo questo bando, sono già amareggiati e delusi. "Soltanto i grandi gruppi che hanno già alle spalle anni di progettazione possono ambire a questo concorso - spiega uno di loro - I nomi non c’è neanche bisogno di tirarli fuori." L’ipotesi che il bando sia vinto da un nome blasonato (l’archistar di turno, insomma), tra gli architetti presenti alla presentazione, è più una certezza che un dubbio. Che la Città della Scienza segua le orme dell’incompleta e costosissima "Nuvola" di Fuksas?

Commenti