A Roma un milione in piazza per il Family Day

Gli organizzatori: "Chiediamo che si tuteli e si rispetti la famiglia fondata sul matrimonio e si ribadisca il ruolo centrale dei genitori". In piazza anche un centinaio di parlamentari

A Roma un milione in piazza per il Family Day

A Piazza San Giovanni a Roma si è riunita l'Italia contraria alle unioni civili. "Siamo un milione", gridano dal palco gli organizzatori della manifestazione. Nemmeno il diluvio ha fermato i partecipanti di ogni età (neonati compresi) e di ogni Regione. E ci sono anche circa cento parlamentari che hanno aderito al Family Day e che sono scesi in piazza, tra la folla (non c'è un area appostia per politici e personalità per "ribadire la natura apartitica e apolitica della manifestazione").

"Con questo evento chiediamo che si tuteli e si rispetti la famiglia fondata sul matrimonio e si ribadisca il ruolo centrale dei genitori", dice il portavoce del comitato Difendiamo i nostri figli!, Massimo Gandolfini, "Rigettiamo con forza il tentativo di infiltrare nelle scuole progetti educativi che mirano alla destrutturazione dell’identità sessuale dei bambini. Sono teorie senza basi scientifiche".

Tanti i preti e le suore tra la folla, ma sul palco di piazza San Giovanni si sono alternati rappresentanti di diverse confessioni: Giacomo Ciccone dell’Alleanza Evangelica, l’imam responsabile della Moschea di Centocelle a Roma ed è stato letto un messaggio del rabbino capo di Roma. Una lettera disostegno è arrivata anche da Agapo, associazione genitori e amici di persone omosessuali. "State attenti alle leggi", ha avvertito poi l'ex deputato Mario Adinolfi, "Le leggi fanno costume e nell’articolo del ddl Cirinnà (quello che legalizzerebbe le unioni civili, ndr) è annidata la legittimazione sostanziale dell’utero in affitto. L’ideologia gender è volervi convincere che maschio e femmina sono un ruolo intercambiabile. Se la legge passa con quell’articolo sarà il coronamento di questa ideologia".

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