La adesca sul web, poi la stupra: indagato 28enne

Il giovane, le avrebbe in un primo momento afferrato il braccio, per poi baciarla sulle labbra e toccarla, contro la sua volontà, nelle parti intime

I fatti risalgono allo scorso mese di giugno, quando un giovane di 28 anni ha abusato sessualmente di una 14enne di Pagani, in provincia di Salerno. I due si sarebbero conosciuti su internet, grazie ad un sito di incontri, e la violenza sarebbe scattata al primo appuntamento. Il giovane, dopo aver condotto la minorenne in un luogo appartato, le avrebbe in un primo momento afferrato il braccio, per poi baciarla sulle labbra e toccarla, contro la sua volontà, nelle parti intime.

La vittima, una volta ritornata a casa, ha raccontato l’episodio ai genitori, i quali hanno denunciato l’abuso alle forze dell’ordine, facendo immediatamente scattare le indagini. Pochi mesi e per il 28enne si sono aperte le porte del tribunale, dove verrà processato per violenza sessuale nei confronti di una minorenne. Poche settimane fa, a Melito, nel Napoletano, un 41enne è stato arrestato dalla polizia con un’accusa pesantissima: avrebbe violentato la figlia minorenne della compagna.

È stata la ragazzina stessa ad incastrare il suo molestatore, raccontando ad una professoressa le violenze sessuali subite. L’insegnante ha prontamente avvisato la madre della minorenne e le forze dell’ordine. A quel punto sono scattate le indagini che hanno portato all’arresto del 41enne. Nello stesso periodo un altro fermo dei poliziotti per violenza sessuale nei confronti di un sacerdote di Ercolano, sempre in provincia di Napoli.

Il prete è stato arrestato dalla polizia, con l’accusa di violenza sessuale aggravata, su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli. Don Girolamo avrebbe, secondo gli inquirenti, approfittato del suo ruolo molestando una persona disabile, affetta da disturbi psichici. Le indagini sono andate avanti per mesi, fino a quando le forze dell’ordine, sulla base delle prove in loro possesso, hanno fatto scattare le manette ai polsi del sacerdote.

Il mese scorso, nel Casertano, dopo essere stato arrestato, un prete di Trentola Ducenta, don Michele Mottola, confessò di aver abusato di una bambina minorenne di 11 anni. Ad incastrare il sacerdote fu la stessa bambina, che registrò con il suo telefonino gli incontri con il prete avvenuti nella parrocchia, un elemento che ha permesso alla Procura di arrestare don Michele. Frasi choccanti, ascoltate anche dal vescovo di Aversa Spinillo alcuni mesi fa, che subito sospese il parroco. La vicenda era stata segnalata al vescovo da un gruppo di fedeli della parrocchia, che avevano accompagnato la mamma della ragazza presso gli uffici della Curia vescovile per raccontare i fatti.

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