"Chiederò la grazia a Mattarella". Salvini in carcere da Onichini

Il leader della Lega incontra il commerciante veneto condannato per aver sparato al ladro: "Qualche giudice si rilegga la nostra legge sulla legittima difesa"

Il leader della Lega Matteo Salvini
Il leader della Lega Matteo Salvini

La vicenda che coinvolge Walter Onichini è ormai diventata un caso politico: il macellaio di Legnaro, in provincia di Padova, è stato condannato a 4 anni e 11 mesi per aver sparato a un ladro che stava tentando di rubare la sua auto. Alcuni parlamentari di Fratelli d'Italia stanno valutando la presenza o meno dei presupposti per chiedere al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la grazia. A muoversi è anche la Lega con Matteo Salvini, che oggi pomeriggio si è recato al carcere di Venezia per incontrare personalmente il commerciante veneto.

Salvini striglia i giudici

Il leader del Carroccio ha espresso nuovamente la sua vicinanza nei confronti di Onichini e ha invitato qualche giudice a ripassare la norma vigente sulla legittima difesa: "È mio dovere andarlo a trovare, perché qualche giudice dovrebbe leggersi la legge sulla legittima difesa che abbiamo fatto approvare". Salvini fa ovviamente riferimento al disegno diventato legge a marzo 2019, quando è arrivato il via libera anche da parte del Senato.

Pure il numero uno della Lega si è accodato alla richiesta di Fratelli d'Italia, annunciando che al presidente Mattarella verrà chiesta la grazia: "È l'unica soluzione. Conto che passi meno tempo possibile in carcere. Lo chiederò a Mattarella nel rispetto dei ruoli di tutti, ma a nome di tanti. Inconterò anche il ministro Cartabia. È una partita che non è partitica nè politica, ma di giustizia". Walter ha due figli, di 7 e 9 anni, e insieme alla moglie c'è un mutuo da pagare. Da qui la promessa di Salvini: "Chiederò anche un sostegno economico perché i mutui non aspettano. Noi della Lega ci daremo da fare e mi aspetto che gli altri facciano lo stesso".

Il caso Onichini

La vita di Onichini, e inevitabilmente quella di sua moglie e dei suoi figli, è cambiata definitivamente poche ore prima dell'alba del 22 luglio 2013: quel giorno l'uomo si svegliò di soprassalto a causa di alcuni rumori che provenivano dal suo giardino e alla fine sparò dopo aver visto che i ladri gli stavano rubando la macchina. A tutto ciò però si aggiunge una clamorosa beffa: Elson Ndreca, il malvivente albanese, ora è all'estero. Lo straniero è stato condannato a 3 anni e 8 mesi per il furto, ma della pena ricevuta ne ha scontata solo una minima parte.

A intervenire in merito era stato anche Joe Formaggio, allora sindaco di Albettone (Vicenza), secondo cui la sentenza ha assunto connotati politici: "Una persona per bene che si difende a casa propria dovrebbe avere una medaglia e le scuse da parte dello Stato, che non è riuscito a fermare un delinquente. Ed invece lo Stato condanna la persona per bene. Se questa è la giustizia dello Stato, allora di strada ne dobbiamo fare e tanta". Anche perché, è la tesi di Formaggio, la maggioranza dei cittadini sta dalla parte di Onichini: "E allora toccare lui vuol dire toccare tutta la gente onesta, e ciò non è ammissibile".

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