Cronache

"Devo sposare un altro cugino". La disperazione di Saman nelle chat

Secondo quanto emerso da una chat tra Saman e il suo fidanzato, sembra che i suoi familiari cercassero in tutti i modi un parente che volesse prendere in sposa la 18enne

"Devo sposare un altro cugino". La disperazione di Saman nelle chat

I genitori, e altri parenti di Saman Abbas, volevano che lei sposasse a tutti i costi un parente. Un matrimonio, quello con il cugino in Pakistan più grande di lei di una decina d’anni, la ragazza lo aveva già rifiutato. Ma sembra che non si fossero arresi al suo no perentorio e che stessero cercando altri mariti disposti a prenderla in moglie. Nessuno dei quali poteva andare bene alla giovane, innamorata del suo fidanzato, Ayub Saqib, tanto odiato dalla sua famiglia. Questo è quanto emerso dagli atti giudiziari depositati in vista del processo, che avrà inizio il prossimo febbraio, sulla scomparsa di Saman, la 18enne di Novellara scomparsa nel nulla il 30 aprile 2021. Gli imputati, accusati di omicidio, sono i genitori della giovane, il padre Shabbar Abbas e la madre Nazia Shaeen, entrambi latitanti in Pakistan, lo zio Danish Hasnain e i cugini Ikram Ijaz e Nomanulhaq Nomanulahq.

La chat con il fidanzato

Il 20 aprile del 2021, dopo essere tornata a casa in seguito al periodo trascorso in comunità e ai giorni passati con il suo fidanzato, Saman aveva scritto in chat al suo ragazzo. Quel giorno aveva litigato in modo pesante con il cugino Arfan Amjad, che non risulta imputato, e che lavora nella stessa azienda agricola di Novellara in cui lavora il padre di Saman. Avevano discusso a proposito di un altro parente, Ijaz, anche questo un cugino, che aveva chiesto la mano della 18enne.

Nel luglio del 2021 era stato ascoltato durante l’incidente probatorio anche il fidanzato Saqib, il quale aveva raccontato che “il 24 o 25 aprile 2021 Ikram Ijaz aveva chiamato i propri genitori in Pakistan per poter combinare il suo matrimonio con Saman. In questa circostanza Saman si lamentò e Shabbar (suo padre, ndr) decise che il fidanzamento rimaneva quello con il promesso sposo in Pakistan”. Ijaz aveva poi smentito un suo coinvolgimento ma aveva ribadito il fatto che ci fossero in ballo delle nozze combinate.

Il matrimonio combinato dalle due sorelle

Durante una intercettazione avvenuta in carcere il 29 settembre 2021, in occasione di alcuni colloqui con i propri familiari, il cugino aveva detto “che gli era stato chiesto della proposta di matrimonio”, sottolineando che “anche questa era per il fratello piccolo. Ed era una cosa decisa solo dalle sorelle pochi anni fa”, cioè la madre di Saman e quella di Ijaz. Le donne avevano parlato della possibilità di far sposare la 18enne al fratello minore del giovane. Un detenuto che ebbe modo di parlare con Ijaz rese noto che i familiari avevano stretto un giuramento di silenzio sul Corano riguardo il presunto omicidio di Saman. Sembra che anche l’omicidio del fidanzato della ragazza fosse nei piani dei familiari.

Benedetta Fiorini, deputata leghista, chiede la“massima attenzione su ciò che potrebbe ricapitare, ossia che stranieri commettano delitti efferati in nome della loro religione e delle loro tradizioni infischiandosene delle nostre leggi”. La Fiorini ha inoltre affermato che vi sia la necessità di rivedere i “tanti, costosi e inutili progetti relativi alle politiche sull'integrazione affinché la loro presenza arrivi anche nei territori più periferici”. Intanto, l’Unione Comunità islamiche italiane, che si è costituita parte civile nel processo, ha rivolto un appello alle autorità governative pakistane affinché venga conclusa la procedura di estradizione avanzata dal ministro Marta Cartabia per i genitori di Saman.

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