"Sanremo? Abiti abominevoli...". E Sgarbi si spoglia in diretta

Il critico d'arte a Quarta Repubblica si toglie i vestiti: "Achille Lauro? Non poteva mettersi una giacca e una camicia?"

"Sanremo? Abiti abominevoli...". E Sgarbi si spoglia in diretta

Il festival della musica, oppure il festival del politicamente corretto? Il tavolo dell'ultimo Sanremo di Amadeus è stato apparecchiato con tutte le pietanze al loro posto: c'era la fluidità di genere, c'erano i diritti delle donne, c'era il pugno chiuso sul palco; e non sono mancati neppure il travestito, lo show di Saviano sulla mafia, il monologo dell'attrice di colore che all'improvviso scopre l'odio sui social. Tutto giusto, insomma. Ed ogni casella al suo posto. Per fortuna almeno il non monologo di Sabrina Ferilli ("ma perché la mia presenza deve essere legata a un problema?") e la comicità pungente di Checco Zalone hanno grattugiato un po' di pepe nella melassa buonista.

Di questo si è discusso ieri sera a Quarta Repubblica con Pietrangelo Buttafuoco, Annarita Briganti, Mauro Coruzzi e Simona Branchetti. Tante le posizioni in campo: da Platinette che vede nelle "fluidità" odierne una tendenza "di natura commerciale" fino ad arrivare alla "mappazza pedagogica" di Buttafuoco. "La pubblicità, gli stilisti e il commercio hanno capito che possono sfruttare ancora la popolazione gay. Io fino a ieri pensavo che fluido fosse solo il sapone", ha spiegato Colozzi oggi accusato di essere un "omosessuale omofobo". Eccolo il grande cortocircuito del nostro tempo: a Sanremo tutto è permesso, mentre un travestito, esattamente come Drusilla Foer, rischia di finire alla gogna solo se osa dire "che 'genitore 1' e 'genitore 2' mi fa molto gulag", se sostiene che "l'utero in affitto è uno sfruttamento delle donne" o se afferma che "la bisessualità non esiste".

Critico nei confronti degli artisti che sono saliti sul palco dell'Ariston anche Vittorio Sgarbi. Il quale ha preso di mira non tanto la fluidità sessuale dei cantanti in gara, quando il loro modo di vestire e questo neo-conformismo alla ricerca ossessiva della trasgressione purchessia. "Quello che era brutto al festival era questa allusione modaiola a vestirsi in quel modo abominevole che è un patto ridicolo di non so quale stilista", ha detto Sgarbi. Nel mirino c'era Achille Lauro, in particolare nella performance della prima serata. "Recitare il battesimo l'ho trovato normale, ma perché devo andare a Sanremo a petto nudo con i tatuaggi? Non poteva mettersi una giacca e una camicia?". Poi, il colpo di teatro finale: Sgarbi si è tolto i vestiti di dosso, restando a petto nudo per il resto del collegamento.

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