Scazzi, il pm: "Omicidio da scatto d'ira"

Nella sua requisitoria il pm ricostruisce le fasi dell'uccisione delle ragazza. "Da Cosima e Sabrina comune volontà omicida. Una la teneva, l'altra la strangolava"

Scazzi, il pm: "Omicidio da scatto d'ira"

Il processo per l'omicidio di Sarah Scazzi è alle battute finali. La requisitoria del pm accusa le due donne, madre e figlia, Cosima Serrano e Sabrina Misseri. Drammatici gli ultimi momenti di vita di Sarah. Tre minuti per strangolarla, una poteva fermare l'altra ma volevano entrambe vederla morta. "Non fu un omicidio premeditato, ma uno scatto di ira", puntualizza il pm Mariano Buccoliero. "L’azione omicida fu uno strangolamento che è durato da tre a cinque minuti. L’una avrebbe potuto fermare l’altra (Cosima e Sabrina, ndr). Ci fu invece una comune volontà omicida. Una la teneva e l’altra la strangolava".

Il pm indica le falsità che conterrebbe l’alibi di Cosima: "A partire dalle ore 15 del 26 agosto 2010, per oltre mezz’ora, tra Sabrina e la madre Cosima c’è stata almeno una decina di telefonate, eppure Cosima ha riferito che in quei frangenti stava dormendo". E a quel punto il pm ha citato un’intervista televisiva rilasciata da Cosima il 29 settembre 2010 nella quale dice che il 26 agosto 2010, verso le 16, stava tornando a casa dalla caserma dei carabinieri. "Ma al massimo - ha detto Buccoliero - può essere uscita dopo le 17,30, perché la denuncia di scomparsa di Sarah è stata fatta alle 17,20. Così come dalle intercettazioni ambientali tra Cosima e Michele viene fuori che Cosima è scesa nel garage, tra le altre cose anche per spostare un compressore".

L'ultimo giorno di Sarah

"Il 26 agosto 2010 Sarah arriva a casa verso le 13.50 - ricostruisce il pm Buccoliero -, Sabrina è in veranda, Michele è in cucina e scende in garage. Sarah poco dopo va via turbata per tornare a casa, viene vista dal fioraio Giovanni Bucccolieri mentre Cosima e Sabrina l’hanno raggiunta per riportarla a casa. Il ritorno a casa Misseri è verso le 14.10, tra le 14.18 e le 14.23 Sarah non può più rispondere. Il delitto è avvenuto in una stanza, in casa e c’erano tre soggetti: Cosima, Sabrina e Sarah. Le modalità violente con le quali viene ripresa Sarah esclude che poi ci si possa disinteressare di lei. Se Cosima è uscita e ha preso l’auto per riprenderla, vuol dire che era necessario impedire che Sarah tornasse a casa e raccontasse le ragioni del litigio e di tutto ciò che era accaduto in casa Misseri. Qualcosa di grave, legato allo stato di tensione tra le due cugine, la pubblicità dei rapporti intimi tra Sabrina e Ivano, e discussioni tra Sabrina e la madre per quello che avrebbe detto la gente ce ne sono state, lo conferma lo stesso Michele".

Secondo quanto dice il pm "ad una situazione personale di Sabrina se ne sovrappone una di immagine dell’intera famiglia. L’intervento di Cosima si impone, e in quella lite la protagonista è Cosima che dice a Sarah di non raccontare in giro quelle cose su Sabrina. Quella uscita di Sarah da casa Misseri segna la rottura, la prima, tra Sarah e la famiglia Misseri. Non era mai accaduto". Il pm a questo punto legge anche il contenuto di sms che si scambiavano all’interno della comitiva di Sarah e Sabrina, tutti a sfondo sessuale.

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