La scorta di Saviano, Salvini: "Valuteremo la sua situazione"

Il ministro degli Interni: "Passa molto tempo all'estero". Sul caso rom: "Via i campi". E sui migranti: "Troveremo accordo"

La scorta di Saviano, Salvini: "Valuteremo la sua situazione"

Matteo Salvini torna a parlare di immigrazione. Il ministro degli Interni ai microfoni di Agorà parla del vertice Ue di domenica prossima e fissa dei paletti chiari: "Il presidente del Consiglio andrà domenica e poi giovedì prossimo a Bruxelles: o c’è una proposta utile a difendere i confini e la sicurezza, e i rifugiati veri, oppure diciamo no. Sulla carta son tutti d’accordo con noi, vediamo se dalle parole passerà ai fatti. Conte ha il totale sostegno per andare a discutere qualcosa di utile per il nostro Paese".

Poi il titolare del Viminale si dice ottimista su un accordo tra i leader europei: "Io sono ottimista e penso che troveremo un accordo su tutto. L'Italia ogni anno regala sei miliardi, non è che ogni anno posso pagare e prendermi due dita negli occhi. Non vorrei bisognasse ridiscutere quei soldi". Poi chiude le porte allo ius soli. Secondo il ministro degli Interni allargare i criteri per la cittadinanza potrebbe creare caos. Altro punto caldo al centro del programma di governo della Lega è di certo il superamento della legge Fornero che secondo Salvini verrà già rivisitata entro fine anno. Poi sposta il mirino e torna sulla questione rom. Conferma l'ipotesi censimento e rilancia anche sulla chiusura dei campi: "Chiedere chi vive nei campi rom è normale o no? Noi siamo censiti? Sì. Se non mandi i figli a scuola ti tolgo i figli, questo prevede la legge. Non è che se sei rom puoi permetterti di vivere nella schifezza con bimbi di 3 anni. Auto rubate, gioielli rubati, roghi tossici, bambini trattati come topi. L’obiettivo è chiudere i campi rom. Quelli che hanno diritto vivono come noi, gli altri vanno da un’altra parte".

La scorta di Saviano

Poi il ministro degli Interni parla anche di Roberto Saviano. Il rapporto con lo scrittore non è mai stato facile e negli ultimi tempi l'autore di Gomorra ha spesso attaccato il titolare del Viminale proprio per la sua politica sull'immigrazione e sulle Ong che operano nel Mediterraneo: "Sulla scorta allo scritto Roberto Saviano saranno le istituzioni competenti a valutare se corra qualche rischio, anche perchè mi pare che passi molto tempo all’estero. Valuteranno come si spendono i soldi degli italiani. Gli mando un bacione". Infine sottolinea la sua volontà di evitare lo scontro sociale: "Salvini è diventato l'uomo nero. L'immigrazione fuori controllo porta allo scontro sociale, porta danni, agli immigrati e agli italiani. Farò rispettare le regole, senza regole c'è il caos. Voglio tagliare un po' di soldi a gente che si sta arricchendo su questo business". Poi il ministro degli Interni ha precisato: "Figuratevi se con questi problemi mi interessa Saviano. Non sono io a decidere sulle scorte, ci sono organismi preposti che decideranno chi e come va protetto. È l’ultimo dei miei problemi. Il mio problema è combattere la mafia, la camorra e la ’ndrangheta nei fatti, non a parole, perché l’antimafia a parole è un conto, preferisco combattere chi la mafia la combatte nei fatti. Di Saviano, della sua casa a New York, di quello che fa mi interessa meno che zero, è l’ultimo dei miei problemi".