Scriviamo di più ma leggiamo poco (e male)

Alcuni dicono che la gente non legge più. Nulla di più falso. Oggi si legge e si scrive moltissimo. Quando vedete uno che armeggia sul cellulare di solito non sta telefonando ma risponde ad un messaggio ricevuto su whatsapp.

Alcuni dicono che la gente non legge più. Nulla di più falso. Oggi si legge e si scrive moltissimo. Quando vedete uno che armeggia sul cellulare di solito non sta telefonando ma risponde ad un messaggio ricevuto su whatsapp. Quello che oggi non si fa quasi più è leggere un romanzo o un testo di saggistica. Molti fanno fatica anche a leggere un articolo un po' lungo. Spesso ci accontentiamo del titolo, del sottotitolo e delle prime righe. Il processo è ancora più accelerato nel web, dove infatti il testo viene continuamente interrotto da notizie, immagini o pubblicità. La mia impressione è che lo stesso processo di accorciamento temporale si produca in altri campi. Nella musica l'opera lirica e il concerto sono stati sostituiti da pezzi musicali e discontinui. Al cinema non si fanno quasi più film lunghi ed impegnativi che assorbono profondamente la tua attenzione e il tuo cuore, come avveniva coi grandi film del passato. Forse questo tipo di cinema è storicamente finito, come quando il romanico è stato sostituito dal gotico, poi dal Rinascimento o quando è finito il melodramma. I film che duravano a lungo oggi vengono sempre più sostituiti dalle serie, dove il racconto è spezzato in brevi puntate successive che puoi vedere isolatamente oppure una di seguito all'altra. Si riduce perfino la telefonata a favore del messaggio, più rapido anzi immediato, ma vuoto di contenuti intellettuale ed emotivi. A volte basta un ok, una faccina. Simboli, non parole. Quando ritorna la telefonata lunga? Quando devi comunicare qualcosa di molto emozionante come l'amore o condividere una esperienza intensa. Lo scritto ricompare in tutta la sua imponenza e rigore. Nel mondo della legge, dell'interesse economico e del potere.

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