Scuola, si parte. Voi ragazzi sarete meglio dei politici

Caro Federico, per le ragioni che sai, non posso esserti vicino nel primo giorno di scuola. Auguro a te, e a tutti i ragazzi che oggi riprendono gli studi di riappropriarsi di una nuova normalità

Scuola, si parte. Voi ragazzi sarete meglio dei politici

Caro Federico, per le ragioni che sai, non posso esserti vicino nel primo giorno di scuola. Auguro a te, e a tutti i ragazzi che oggi riprendono gli studi di riappropriarsi di una nuova normalità. Le vostre abitudini, quelle consuetudini che non richiedono un minimo di attenzione, sono state drammaticamente interrotte agli inizi dell'anno per colpa della pandemia. Prendere il tram, arrivare in classe affannati per non essere in ritardo, chiacchierare e distrarsi col compagno di banco mentre l'insegnante spiega... e tutte le altre abitudini che scandivano le giornate di scuola, non le ritroverete più. Ad ogni modo, vi chiedo di non avere paura, di ragionare, di capire quello che è necessario rispettare. La parola che sentirete pronunciare con più frequenza è «responsabilità»: un fiume di retorica sulla responsabilità. È anche comprensibile: quale messaggio possono darvi i vostri insegnanti? Vi assicuro (e tu, Federico, sai come conosco bene il mondo della scuola) che non vorrei trovarmi al loro posto: sono stati poco aiutati ad affrontare la riapertura delle classi. Dal ministero dell'Istruzione è arrivata tutta una serie di ordini e contrordini: tra i luoghi pubblici, la scuola è l'ultima a riaprire, e ci sarebbe stato molto tempo per affrontare un programma preciso da seguire per iniziare in tutta sicurezza l'anno scolastico. E, invece, l'anarchia l'ha fatta da padrona, danneggiando voi e i vostri insegnanti. Dunque, anche se di retorica della responsabilità ne avrete, a un certo momento, fin sopra i capelli, siate voi responsabili senza farvi ripetere la raccomandazione, ragionando sul senso dei problemi che dovete affrontare. Le abitudini di una volta scordatevele, ma senza provare fastidio o, peggio, un sentimento di ribellione al nuovo. Ricordatevi che responsabilità significa consapevolezza del limite oltre il quale non si può e non si deve andare, e questa consapevolezza non ve la offre la retorica, ma la vostra intelligenza, la capacità di capire le situazioni con la vostra testa. Assolutamente un bell'esercizio per voi giovani: con il passare degli anni vi accorgerete che la cosa più difficile (e rischiosa) è ragionare con la propria testa. Inutile sperare che tutto tornerà come prima: tutto sarà, invece, molto diverso, e sarà proprio questa diversità che dovrà diventare per voi una serena normalità. Appunto, non abbiate paura. Se con una corretta proporzione va accettata la retorica della responsabilità, l'uso del terrorismo per pretendere determinati comportamenti, si deve rifiutare, perché esso finirebbe per paralizzarvi, impedendovi di procedere verso una nuova normalità. Usate il buon senso, innanzitutto, come prima regola di comportamento, e poi consolidate il buon senso con qualche ragionamento che vi dia una prospettiva, che vi apra qualche piccolo orizzonte per procedere nel cammino che state incominciando.

Dunque, niente paura, responsabilità, buon senso, ragionare con la propria testa... e non giocare all'autoscontro con i banchi con le rotelle.

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