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Se pure le porte di calcio diventano maschiliste

La Generalitat Catalana, messe da parte (ma solo per un momento) le antiche ambizioni secessioniste, sta formalmente discutendo la proposta di eliminare tutte le porte da calcio dalle scuole di ogni ordine e grado.

Se pure le porte di calcio diventano maschiliste

Da «ve lo buco quel pallone» a «ve li sego quei pali». Non per gli schiamazzi che turbano la quiete pubblica o di qualcuno, ma per lottare contro «il maschilismo e la violenza sulle donne». La Generalitat Catalana, messe da parte (ma solo per un momento) le antiche ambizioni secessioniste, sta formalmente discutendo la proposta di eliminare tutte le porte da calcio dalle scuole di ogni ordine e grado.

Storte, irregolari, troppo basse o troppo strette, maledette (per chi non segna), inviolabili e stregate (se difese da un grande portiere). In gioventù non si contano gli aggettivi appiccicati alle porte, ma che fossero «sessiste e discriminatorie», ecco, questa non ci era mai venuta in mente.

E nemmeno ad Alexia Putellas era mai balenato il pensiero. Solo una settimana fa la fanciulla (catalanissima, come denuncia il cognome) alzava al cielo il Pallone d'oro femminile. Miglior giocatrice al mondo 2021 dopo il triplete centrato con il suo Barcellona. Il suo appello dal palco suonava così: «Lasciate che le ragazze credano in loro. Se sentono di voler essere calciatrici, dovrebbero lottare e lavorare per questo. Penso che ognuno abbia la responsabilità di fare tutto il possibile per dare a tutte le ragazze la possibilità di essere calciatrici, indipendentemente da dove vengono, dove sono nate, il colore della pelle e se sono maschi o femmine». Non esattamente un manifesto seguito alla lettera dalla Generalitat che, nel nome di una professata uguaglianza tra i sessi, propone di eliminare le porte da calcio. Mentre sarebbe più logico aggiungere. Più campi e più scuole calcio anche per le bimbe - come suggerisce Putellas. Perché ognuno possa esprimere la propria abilità e la propria personalità.

Nel tridente delle meraviglie blaugrana spicca anche Lieke Martens, attaccante olandese, miglior giocatrice Fifa 2017. Raccoglie al volo l'assist della compagna: «A scuola avevamo un piccolo campetto ed è lì che ho cominciato. Proibire uno sport popolare come il calcio mi sembra una pessima idea, avuta nel momento sbagliato». Palla infilata nel «sette», standing ovation del Camp Nou. Calcio femminile batte Generalitat Catalana 3-0.

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