Se questa Italia non educa più ai doveri

Se questa Italia non educa più ai doveri

Molti sostengono, a ragione, che questa epoca è caratterizzata da una «emergenza educativa», ovvero da significativi problemi che gravano sui pilastri fondamentali di una società civile (famiglia, scuola, giustizia, dovere ed equità fiscali, rispetto delle regole) e dalla carenza di un comune denominatore di valori positivi, esplicitati e condivisi. Parliamo di un problema che, persistendo o addirittura aggravandosi, renderebbe quanto mai difficile non solo la governabilità ma anche la stessa convivenza civile. Non si tratta di un tema. Si tratta del tema.

Una buona educazione introduce alla realtà con princìpi saldi, con una chiave di lettura positiva e concreta. Altrimenti manca la bussola, la personalità è debole, un'imbarcazione facile preda di onde e correnti.

Oggi, ancor più che in passato, i diritti devono essere bilanciati con i doveri e le responsabilità. È l'educazione che prepara una personalità a fronteggiare nella vita le situazioni in cui bisogna prendersi le proprie responsabilità.

Un'educazione è solida solo se si basa su una altrettanto solida consapevolezza delle proprie tradizioni e della propria identità: per giudicare e scegliere serve un metro di riferimento. Senza educazione non si può scegliere adeguatamente tra il bene e il male, non è possibile avere piena consapevolezza dei propri diritti e dei propri doveri.

Torna di attualità il pensiero di Giuseppe Mazzini che affermava che ciascuno ha quattro doveri: doveri verso l'umanità, doveri verso il Paese, doveri verso la famiglia, doveri verso se stesso.

Doveri verso l'umanità. Sono quelli che scaturiscono dall'essere persone umane. Altrimenti l'uomo scadrebbe al rango degli animali. Si tratta di comportarsi in modo ragionevole e socievole, mostrando capacità di progresso sistematico e sapendo beneficiare anche delle idee e del progresso di altri.

Quanto più si è capaci di socializzare, tanto più si ottimizza la propria realtà. Doveri verso il Paese. L'individuo singolo è debole e l'umanità è troppo vasta. Per questo il Paese deve rappresentare un mezzo insostituibile per moltiplicare le forze e la potenza di azione individuali. Senza Patria una persona non ha né voto, né diritti. Sarebbe un figlio di nessuno, un soldato senza bandiera. Di qui, confermata, la grande importanza dell'identità nazionale.

Doveri verso la famiglia. Mazzini definisce la famiglia la patria del cuore. Gli affetti evolvono lenti, inavvertiti, ma tenaci e durevoli. Chi non ha avuto e non ha il privilegio di vivere la vita serena della famiglia ha uno stato d'animo di disagio e sente un vuoto nel cuore. Occorre difendere la famiglia da ogni assalto caratterizzato da filosofie false e pericolose.

Doveri verso se stesso. Ogni persona umana è libera e quindi responsabile. Da questa libertà morale deriva il diritto alla libertà politica, il diritto a conquistarla se mancasse ed a difenderla, il dovere altrui di non menomarla. Ognuno di noi è educabile. Esiste in ciascuno una serie di facoltà, di capacità intellettuali, di tendenze morali alle quali solo l'educazione può dare forma e vita.

Se ogni individuo è educabile, ognuno ha il dovere di educarsi per realizzare il suo potenziale ed ha il diritto che la società alla quale appartiene aiuti, e non ostacoli, il processo educativo.

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