Sex toys esposti in un distributore automatico: esercente multato

Il responsabile dovrà pagare 16.872 euro per aver violato gli articoli 528 e 725 del codice penale

Sex toys esposti in un distributore automatico: esercente multato

Ammonta a 16.872 euro la maxi multa che dovrà pagare un esercente di Carovigno (Comune in provincia di Brindisi) per aver esposto all'interno del distributore automatico di sua proprietà alcuni sex toys. Per tale motivo è stato altresì emesso un decreto di divieto di prosecuzione dell'attività commerciale. Il provvedimento è stato adottato dall'amministrazione comunale in seguito ad un sopralluogo effettuato dai carabinieri della locale stazione. Questi ultimi, recatisi sul posto assieme agli agenti della polizia locale, non hanno potuto far altro che contestare al titolare dell'esercizio commerciale delle violazioni amministrative depenalizzate. La legge in merito parla chiaro. Secondo l'articolo 528, c.2 del codice penale, infatti, chiunque allo scopo di farne commercio detiene e mette in circolazione scritti, disegni, immagini ed altri oggetti osceni (tra cui figurano per l'appunto i sex toys) è soggetto ad una sanzione amministrativa pecuniaria da 10mila a 50mila euro. Si può persino giungere alla reclusione da tre mesi a tre anni.

Il responsabile ha altresì violato l'articolo 725 del codice penale riguardante il commercio di scritti, disegni o altri oggetti contrari alla pubblica decenza. Anche in questo caso è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da centotrè a seicentodiciannove euro. Il distributore automatico, collocato all'interno di un locale, conteneva (senza un apposito divisorio) per metà prodotti alimentari e per metà oggetti erotici che, come è noto, possono essere venduti esclusivamente ai maggiorenni. Tuttavia il distributore è risultato sprovvisto dell'apposito lettore per l'inserimento di tessere magnetiche, fra cui quella sanitaria, necessario per il rilevamento della maggiore età degli acquirenti. Interrogato, il proprietario non è stato in grado di esibire alcuna documentazione circa la provenienza e la tracciabilità dei sex toys. Alcuni di essi, infatti, erano sprovvisti del marchio Ce.

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