La sfida di Bullfrog al Coronavirus

L'intervista a Romano Brida, fondatore di Bullfrog: "Così continuiamo a dialogare con tutte le persone che da sempre hanno supportato Bullfrog"

Era il 2009 quando Romano Brida ha iniziato a pensare a quello che poi sarebbe diventato Bullfrog. Era un manager di successo quando, in seguito alla crisi, tutto intorno a lui ha cominciato ad andare in frantumi. "La sua posizione inizia a vacillare" - si legge in In barba a tutti. La storia di un uomo e del suo salto nel buio - "non perché non è più in grado di fare il suo lavoro, ma perché il suo mercato di riferimento si è ridotto o, peggio, è sparito". Che fare? Andare avanti vivacchiando e finire come la "rana bollita" di Noam Chomsky oppure inventarsi qualcosa di nuovo? Brida sceglie la strada più difficile, quella della novità, e inizia a cercare un nuovo mercato di riferimento, trovandolo nella barberia tradizionale. Ora che una nuova crisi ha colpito il mondo, abbiamo deciso di intervistarlo per conoscere le sue ultime sfide.

Romano Brida, il fondatore di Bullfrog

Bullfrog nasce in un momento difficile, dopo la crisi del 2009. Oggi ci troviamo davanti a una crisi che appare molto insidiosa, non solo a causa delle tante perdite umane ma anche per l'economia. All'epoca la "rana bollita" è riuscita a inventarsi una cosa totalmente nuova. Oggi cosa ha in mente?

La situazione del 2008 era, nella sua gravità, un fenomeno economico e sociale "classico", che si poteva interpretare e gestire nella sua evoluzione secondo uno schema già sperimentato. In quel momento storico, la mia scelta professionale è stata di ritornare ai mestieri con una forte visione di "centralità del cliente" nel modello di erogazione. La situazione che stiamo vivendo è completamente nuova per la nostra generazione e, nel suo continuo cambiamento, non ci permette di avere un quadro completo di evoluzione. Questo ci pone davanti a diversi scenari che si potranno presentare nei prossimi mesi, dove le imprese si dovranno riconfigurare velocemente rispetto all’inevitabile evoluzione della domanda.

Cosa intentendete fare concretamente?

Nel nostro caso, le domande che ci stiamo ponendo sono legate a cosa succederà quando riapriremo i negozi e riprenderemo la normale attività. E quali nuove azioni dovremo mettere in campo per sostenere le vendite e il nostro canale distributivo. Di conseguenza dovremo valutare nuove priorità e rivedere i nostri obiettivi. Si tratta sostanzialmente di rivedere profondamente il nostro modo di “essere azienda” e quindi erogatore di servizi. Per fare questo abbiamo definito quali sono i punti chiave su cui approfondire il nostro “essere azienda”. Un periodo come quello che stiamo vivendo, sta sicuramente mettendo a dura prova i rapporti umani, ma di sicuro valorizza il rapporto di fiducia che si crea tra le persone stesse.

Che è un po' il punto di forza di Bullfrog...

Per noi i brand devono parlare in modo onesto ai propri clienti, evidenziando l’alta qualità con cui si forniscono i servizi e con cui si realizzano i prodotti (sottolineando l’amore per realizzare in Italia tutte le nostre produzioni).

Come ha reagito la sua azienda davanti all'emergenza Coronavirus?

Di fronte alla crisi che emergeva all’inizio di marzo, abbiamo deciso di chiudere le attività legate alla erogazione dei servizi di barberia. Questo accadeva prima che diventasse un obbligo da parte del governo, perché era per noi un dovere tutelare la salute dei nostri clienti e dei nostri colleghi. Per la fase attuale di quarantena siamo convinti che sia importante continuare a dialogare con tutte le persone che da sempre hanno supportato Bullfrog. Anche solo per fargli sentire la nostra vicinanza e quanto ci stanno mancando in questo momento. Per questo, abbiamo definito una serie di attività attraverso i nostri canali social volte ad ingaggiare in modo divertente e spensierato sia i clienti che i barbieri.

Cioè? Come state aiutando i vostri clienti?

In pratica sono state attivate delle “challenge” di foto e video sull’evoluzione delle barbe e capelli durante la quarantena. Le reazioni sono state molto positive e dinamiche. Siamo tornati allo spirito originale di Bullfrog del 2013/2014 quando su Instagram i clienti inserivano foto del prima e del dopo la visita dal barbiere. Nessun rischio di passare per sciatto o ridicolo, solo il sano gusto di ridere sopra ad una situazione di “imbarazzo” nella gestione non adeguata del grooming personale. Queste “sfide” (con tanto di nomination) sono state sempre premiate con la possibilità di avere sconti ed agevolazioni sugli acquisti online.

Si aspetta qualche aiuto da parte del governo per uscire da questa crisi?

Su questo punto, come Gruppo Percassi (di cui Bullfrog fa parte dal 2014), abbiamo aderito alla comunicazione ufficiale che FederDistribuzione ha realizzato nei giorni scorsi. Consideriamo che il comparto del commercio al dettaglio “non alimentare” rappresenta in Italia un fatturato di circa 110 miliardi/anno con più di un milione di risorse coinvolte. Quello che ci aspettiamo dal governo sono degli interventi volti a mitigare la pressione legata alla struttura di costi che abbiamo e le uscite di cassa. Cinque sono i punti del documento presentato:

  1. Sospensione dei versamenti fiscali e contributivi in scadenza, nonché la sospensione di mutui, finanziamenti, leasing , ecc.
  2. Attivazione di misure straordinarie e linee di credito specifiche per la liquidità delle imprese, nonché forme di finanziamento per agevolare i pagamenti
  3. Adozione di misure specifiche di decontribuzione e di riduzione degli impatti fiscali durante i mesi chiusura e nei mesi immediatamente successivi
  4. Moratoria di sei mesi (marzo – novembre 2020) per tutte le obbligazioni di pagamento che gravano sulle categorie che più subiranno impatto di business da questa crisi
  5. Tempestività nelle azioni, cercando di agire come sistema

Cosa volete fare ora?

Stiamo studiando le azioni che metteremo in campo per ripartire, quando finalmente potremo lasciarci alle spalle questo brutto periodo. È un progetto che abbiamo chiamato #RipartiamoConStile e che coinvolgerà sia i clienti che frequentano i nostri barbershop, sia i nostri franchisee e rivenditori, che da sempre hanno avuto fiducia in noi. Ci farebbe piacere iniziare a far conoscere alla rete il progetto su cui stiamo lavorando in queste settimane: sono 250 piccole imprese/barbieri e abbiamo iniziato in questi giorni una campagna social di supporto a queste piccole realtà che rischiano realmente di essere tranciate da questa crisi. Noi alla fine, soffriremo ma dovremmo stare ancora in piedi quando tutto questo inizierà a passare

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