Non vuol fare quarantena: si scambia con la figlia per aver tampone negativo

Denunciate due donne. La madre (36 anni) era già positiva al Covid ed in isolamento. Per ottenere un tampone con esito negativo, aveva deciso di scambiarsi con la figlia 21enne

Non vuol fare quarantena: si scambia con la figlia per aver tampone negativo

Una storia a dir poco incredibile quella avvenuta a Trieste, dove due donne hanno volutamente messo in atto uno scambio di persona per ingannare gli operatori sanitari incaricati di effettuare il tampone faringeo ed evitare così ad una di loro la quarantena.

I fatti, secondo quanto riferito da Triesteprima, si sono verificati lo scorso martedì 30 marzo nel centro destinato ai test sito nell'area dell'ex Ospedale psichiatrico provinciale, nel rione di San Giovanni. Qui le donne, madre e figlia, molto vicine d'età (la prima ha 36 anni e la seconda 21), si erano recate per permettere alla prima di sottoporsi all'esame.

A quanto pare la maggiore delle due era già positiva al Coronavirus, e non voleva che il tampone confermasse la propria condizione, ragion per cui si era messa d'accordo con la giovane, molto simile a lei per aspetto e corporatura, per effettuare lo scambio. Sono stati gli agenti della Squadra Mobile della questura, che stavano effettuando dei controlli in borghese, ad accorgersi dell'inganno. Aggirandosi nell'area destinata agli esami anti-Covid, gli agenti avevano infatti notato le donne confabulare fra di loro. Ad un certo punto, secondo quanto riferito dagli inquirenti, madre e figlia si erano scambiate i documenti di identità e la più giovane aveva raggiunto gli operatori sanitari per essere sottoposta al test. Esame che, invece, avrebbe dovuto effettuare l'altra, già iscritta nella lista dei positivi al Covid-19 ed in isolamento.

Decisi a vederci chiaro, gli agenti della Squadra Mobile hanno quindi deciso di interrogare il personale addetto ai test anti-Covid e fare una verifica, che ha in breve portato alla luce il raggiro. Il piano, infatti, era risultato subito chiaro: la 21enne aveva finto di essere la propria madre per aiutare quest'ultima ad ottenere un tampone con esito negativo.

Madre e figlia sono state pertanto identificate: si tratta di due donne di origini sud-americane, regolarmente residenti nella città di Trieste. Accusate del reato di sostituzione di persona in concorso, sono state entrambe denunciate e sono adesso a disposizione dell'autorità giudiziaria competente. Del caso si sta occupando al pubblico ministero Federico Frezza. Non solo. Dal momento che l'area si trova in zona rossa, alla giovane 21enne, uscita di casa senza ragione, è stata inoltre comminata una sanzione amministrativa. Una contravvenzione è scattata anche nei confronti della 36enne, rea di non aver rispettato le disposizioni in vigore per evitare il contagio (un reato punibile anche con l'arresto).

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