Sicurezza nelle scuole, a Napoli l'incontro dei presidi

A Napoli l'incontro con Franca Principe, la preside condannata per un infortunio a scuole. I dirigenti scolastici invocano azioni dirette a garantire l'incolumità di studenti e personale nelle scuole

Sicurezza nelle scuole, a Napoli l'incontro dei presidi

Chiedono soprattutto di poter garantire sicurezza i dirigenti scolastici. Si sono riuniti ieri a Napoli, tutti con la stessa preoccupazione: le scuole pubbliche cadono a pezzi e c’è la necessità di garantire l’incolumità degli studenti e del personale scolastico. “Nessuno di noi ha ottenuto risposte alla richiesta del certificato di agibilità dei plessi scolastici. Cosa possiamo fare nell’immediato?”, chiedevano esasperati alcuni presidi in assemblea. In una ventina quelli che sono accorsi presso la sede dell’associazione Kodokan, in piazza Carlo III, raccogliendo l’invito di Franca Principe, la dirigente scolastica condannata dai giudici della Cassazione per il ferimento di uno studente avvenuto nel 2011 in seguito alla caduta di un lastrico nel liceo Pisacane di Sapri.

Franca Principe sta conducendo una battaglia per chiedere che si apportino modifiche al decreto legislativo 81 del 2008. “L’81 ci ha attribuito una funzione datoriale e ci vengono addossate responsabilità non solo in maniera ingiustificata ma anche insostenibili, perché noi non abbiamo alcuna autonomia di spesa e decisionale in ordine alla sicurezza, soprattutto da un punto di vista strutturale degli edifici, di adeguamento dell'arredo, di adeguamento dei dispositivi antincendio, per la formazione del personale”, ha chiosato la preside dell’istituto comprensivo Bovio-Colletta, Annarita Quagliarella. I suoi plessi sono antichi e fatiscenti, e con l'avvio del nuovo anno scolastico uno non è stato riaperto per permettere un intervento di ristrutturazione da parte della Regione Campania che ad oggi non è ancora partito. Eppure di certificati di agibilità la preside Quagliarella non ne ha mai ottenuti: “Sono 26 anni che faccio la preside ed è sempre stato così. Ci sono almeno otto o nove certificati che l'ente proprietario dovrebbe fornire alle scuole e che non fornisce, evitando di rispondere sistematicamente alle richieste che i capi di istituto inviano ogni anno agli enti proprietari. Ora non è che con questo io voglio fare un atto di accusa al Comune di Napoli, o al Comune X o Y, è una situazione generalizzata, non rilevata da noi, ma da indagini di livello nazionale”.

Sono caduti nel vuoto gli appelli e le richieste di intervento inoltrati in questi anni all’indirizzo di chi deve occuparsi della manutenzione dei plessi della sua scuola, il Comune di Napoli, che continua a difendersi con una “mancanza di fondi” che non fa altro che peggiorare lo stato in cui versano le strutture scolastiche. “Quello che più sconcerta – afferma la preside Quagliarella - è l'assenza di risposte non solo da parte degli enti proprietari ma dello Stato più in generale, che di fronte alle problematiche sollevate dai presidi sulla possibilità di tenere aperte strutture scolastiche non certificate dagli enti proprietari, e, ancor di più, non mantenute periodicamente, evita di fornire risposte”. “L'assenza di risposte da parte dello Stato in tutte le sue declinazioni – è la sua conclusione - fa pensare che si sia trovato una soluzione più facile investendo il capo d'istituto di tutte le responsabilità, perché laddove si verificano infortuni e si affrontano processi a fianco del dirigente scolastico non c'è nessuno, l'amministrazione è assente, lo Stato è assente, e siamo soli di fronte alla magistratura, che utilizza cavilli su cavilli per incastrarci, trattandoci come datori di lavoro, quando è evidente che noi datori di lavoro non siamo”.

È in virtù della funzione di datore di lavoro che il decreto legislativo 81 del 2008 attribuisce ai dirigenti scolastici che Franca Principe è stata imputata e poi condannata con il responsabile della sicurezza della scuola per un infortunio causato dal cedimento strutturale dell'edificio scolastico. La preside del liceo di Sapri attualmente risulta sospesa dal servizio, lo sarà fino a marzo prossimo. “Io avevo richiesto i certificati”, racconta oggi. Anche lei non aveva ottenuto risposte, ma quella scuola l’aveva dovuta aprire. “Perché noi non abbiamo il potere di chiudere le scuole, non possiamo interrompere un pubblico servizio”, sbotta qualcuno. Ora, la Principe, invita i colleghi a fare rete, per tutelarsi e per poter partecipare ai tavoli che contano, quelli dove, a suo avviso, si potrà lottare per una modifica del decreto legislativo dell’81 del 2008.

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