Spara alla titolare e poi si suicida: voleva giocare al gratta e vinci

Tragedia a Messina. Un uomo si è suicidato sparandosi un colpo di pistola fuori da una edicola- tabacchi dopo aver ferito una donna che era all'interno del negozio

Alcuni colpi di pistola questa mattina hanno risvegliato il silenzio surreale in cui è caduta Messina al tempo del coronavirus. Un uomo di 65 anni, dopo essere entrato in una rivendita di edicola-tabacchi, ha sparato con una pistola ferendo la titolare della rivendita autorizzata. Poi si è tolto la vita con un colpo secco in testa. La vicenda è accaduta all'interno di una tabaccheria di Messina nel rione sud della città peloritana. La donna ferita è stata trasportata d'urgenza in ospedale, dove adesso si trova ricoverata ma non è in pericolo di vita. All'origine del gesto il rifiuto di potere giocare al gratta e vinci.

Da una prima ricostruzione, pare che l'uomo, sia entrato all'interno della tabaccheria con lo scopo di giocare d'azzardo. L'uomo avrebbe chiesto per sé tutti i tagliandi disponibili nell’esercizio. Al netto rifiuto della donna, motivato dalle norme anticontagio, è andato via borbottando. Rientrato qualche minuto dopo, ha urlato qualcosa e ha estratto una pistola sparando all'interno dell'esercizio commerciale. Un colpo di pistola ha preso in pieno la donna. Poi in preda al panico l'uomo è uscito fuori e rientrato e si è tolto la vita. Secondo il racconto di alcuni testimoni, il pensionato sarebbe apparso in stato confusionale e capace di farfugliare qualcosa di incomprensibile. L'episodio si è verificato questa mattina intorno alle 10.30 al rione Provinciale di Messina sulla sponda estrema sud del viale San Martino. La rivendita, gestita dalla donna e dalla figlia, è molto nota nella zona ed è vicina ad un bar, chiuso in questi giorni per il Dpcm. Nel marciapiede c'erano poche persone, all'interno della rivendita in quel momento c'erano invece, la figlia della donna e un'altra persona. I primi ad intervenire sono stati gli agenti delle Volanti della polizia e personale del 118 che ha subito trasportato la donna di 78 anni al Policlinico di Messina, giunta al Pronto Soccorso in codice rosso. Al nosocomio universitario si troverebbe anche la moglie, con cui l'uomo avrebbe avuto litigato prima di uscire di casa.

Sul posto oltre alla polizia, anche i vigili del fuoco, la polizia scientifica e i vigili urbani che hanno chiuso parte della strada per permettere agli agenti di effettuare i rilievi. Sono in corso indagini da parte della Squadra mobile per ricostruire quanto accaduto e per indagare sul movente che ha spinto l'uomo ad entrare nella tabaccheria tentare l'omicidio e poi, togliersi la vita con un gesto disperato.

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Commenti
Ritratto di massacrato

massacrato

Mar, 24/03/2020 - 16:37

Questi sono sintomi del malessere incurabile, accumulato in anni e anni di vita sempre più lontani dai valori tradizionali, seppelliti dalle teorie della moderna psicopatia.

killkoms

Mar, 24/03/2020 - 16:43

la malattia del gioco.

blackbird

Mar, 24/03/2020 - 17:27

Penso a cosa sarebbe accaduto alle gerenti della tabaccheria se invece di suicidarsi fosse stato attinto da un colpo di pistola sparato dalla figlia. Legittima difesa, sì. ma avrebbero aperto un'inchiesta, eccesso di legittima difesa, se non peggio. Atto dato. ovviamente. Poi le richieste presentate al GIP che avrebbe anche potuto ordinare il processo, per chiarire bene i fatti e le responsabilità. Intanto spese legali, chiusura dell'attività, possibili richieste di risarcimento dei famigliari. Vai tu a spiegare che la figlia ha sparato dopo che le madre era stata colpita e non solo sotto la minaccia di un'arma che avrebbe potuto essere un giocattolo modificato.

ziobeppe1951

Mar, 24/03/2020 - 19:48

Girano troppe armi da quelle parti

Ritratto di blackarrow63

blackarrow63

Mar, 24/03/2020 - 20:01

Come motivazione è labile, probabilmente i problemi del soggetto erano altri, ma non potremo certo svegliarlo per ascoltarli!