Sparisce carico di 1200 mascherine, a rischio volontari soccorso

Le mascherine avrebbero dovuto essere recapitate venerdì scorso, ma ad oggi ancora nulla. La speranza è che possano esserci stati dei ritardi, dovuti all'emergenza sanitaria, ma non si esclude anche l'ipotesi del furto

Una volta si usava dire "sparare sulla Croce Rossa" per indicare quel comportamento indegno di chi approfittava della propria forza per sopraffare i più deboli. Oggi questa locuzione si usa più in generale anche per descrivere un comportamento biasimevole o deprecabile. Se poi, anziché Croce Rossa, scriviamo Croce Verde, poco cambia, visto quanto è accaduto ad Arma di Taggia, in provincia di Imperia, dove la pubblica assistenza ha acquistato uno stock di 1.200 mascherine chirurgiche per i propri volontari, ma il carico è misteriosamente sparito e adesso i militi rischiano di dover sospendere la propria attività. E' giovedì 12 marzo, quando la Croce Verde ordina il carico da una aziende del Savonese (distante un centinaio di chilometri).

Le protezioni dovrebbero essere recapitate il giorno seguente, quindi venerdì 13. Siamo già a lunedì 16 marzo e del carico nessuna traccia. "La ditta dice di averlo spedito e il corriere afferma di non averlo ricevuto - dichiara il presidente della pubblica assistenza, Antonio Pizzolla -. Sembra che si siano volatilizzate queste mascherine. Non riusciamo proprio a capire, cosa possa essere accaduto". Difficile anche per noi dare una spiegazione.

Le mascherine chirurgiche servono per proteggere, in modo più blando rispetto alle ormai note "ffp2" o "ffp3", ma a fronte dell'emergenza sanitaria delle ultime settimane, le indossano sia i soccorritori che i pazienti, che vengano fatti salire in ambulanza per una qualsiasi patologia medica. "Mi auguro di sbagliarmi e che le maschere arrivino in ritardo per qualche disguido, perché non oso pensare che qualcuno possa averle rubate - aggiunge Pizzolla - il che sarebbe alquanto vergognoso e deleterio, anche nei confronti di chi ha agito e che un domani potrebbe averne bisogno".

Il timore è che qualcuno possa essersele trattenute strada facendo, anche perché non si spiega come possano essere sparite. "Per fortuna non le avevamo ancora pagate - conclude il presidente della Croce Verde - ma per noi è davvero un problema, in quanto la fornitura ci avrebbe coperto per i prossimi venti o trenta giorni e se non ne arriveranno dalle altre al più presto, rischiamo di dover bloccare i servizi, per non esporre i nostri volontari al rischio di un contagio". Le norme igieniche, infatti, sono severissime e i volontari della Croce Verde, tra gli altri incarichi hanno pure quello del trasporto di pazienti per cui si sospetta un'infezione da Covid-19.

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