Lo spirito ritrovato

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto, in un discorso al suo popolo, che l'Ucraina è "una superpotenza dello spirito"

Lo spirito ritrovato

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto, in un discorso al suo popolo, che l'Ucraina è «una superpotenza dello spirito». Si riferiva alle molte forme di resistenza che gli ucraini praticano per opporsi all'invasione russa, ai cittadini comuni impegnati nella difesa di città e ospedali, nel sostegno a soldati e vigili del fuoco. Non ne dubitiamo, anche se le televisioni ci mostrano soprattutto gli altri servizi sono più difficili - donne e bambini disperati e giustamente in cerca di una via di fuga. Attaccato da una potenza enormemente superiore, il popolo ucraino sta dando una prova ammirevole di coesione, coraggio, forza, spirito di sacrificio.

La dichiarazione di Zelensky appare enfatica soltanto perché in ogni epoca e ovunque vinti e vincitori hanno sempre magnificato la grandezza morale dei propri popoli, quasi sempre rifacendosi al passato: fecero lo stesso nazisti e sovietici, l'uno contro l'altro armati, durante la Seconda guerra mondiale. O, per fare un esempio più vicino a noi, quando nel 1940 i greci, attaccati dall'Italia, ricordavano che la loro cultura era già grande quando Roma era poco più che un villaggio di pastori e agricoltori. Lo stesso fanno gli ucraini in questi giorni, ricordando a ragione che Kiev era già una città grande e importante quando Mosca non esisteva ancora, e il terreno della futura capitale degli zar era coperto da boschi.

Al di là della inevitabile retorica guerresca, è tuttavia vero che oggi l'Ucraina è una «superpotenza dello spirito». Non solo e non tanto per la resistenza agli invasori, quanto perché grazie a quella resistenza il popolo ucraino dà al mondo un esempio eroico di come ci si batte in difesa della libertà, della propria storia, della propria indipendenza. In questo modo l'Ucraina è riuscita a unire intorno a quei valori l'Occidente democratico, come non accadeva da decenni. Hanno votato contro la risoluzione dell'Onu di condanna alla Russia soltanto quattro Paesi a regime dittatoriale (Bielorussia, Corea del Nord, Eritrea e Siria), si sono astenuti pochi altri con forti interessi economici legati alla Russia, i giganti Cina e India e diversi Stati poveri dell'Africa. Il resto del mondo è unito in una condanna che per adesso mentre sparano i cannoni ha effetti soltanto simbolici o al massimo finanziari, per quel che possono servire.

Questo schieramento, augurandoci che regga, sarà la base della guerra fredda che ci aspetta per anni e anni a venire. È il motivo per cui, oggi, l'Ucraina è davvero una superpotenza dello spirito, in difesa della libertà. Ora sta al resto del mondo fornirle quell'aiuto e quel supporto indispensabili perché l'assalto sia respinto. Perché lo spirito è prezioso, ma davanti allo strapotere militare la Storia ci insegna che purtroppo spesso ne esce sconfitto.

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