Obbligo vaccinale, si apre il dibattito: ecco chi lo vuole

L'aumento dei casi di coronavirus preoccupa anche l'Italia: avanza l'ipotesi di estendere l'obbligo vaccinale ad altre categorie di lavoratori

Obbligo vaccinale, si apre il dibattito: ecco chi lo vuole

L'epidemia di coronavirus in Europa ha ripreso la sua corsa. Per il momento l'Italia sembra reggere, a differenza di altri Paesi, nonostante l'incremento di casi importante dell'ultima settimana. Negli ospedali al momento la situazione è tranquilla, gli ospedalizzati sono una frazione molto ridotta rispetto ai nuovi contagi. Tuttavia, gli esperti hanno lanciato l'allarme per la possibilità che nelle prossime settimane si possa assistere a quanto sta già accadendo alle porte dell'Italia, soprattutto in Germania e in Austria, dove sono già state adottate nuove restrizioni e varati provvedimenti maggiormente stringenti per fermare il contagio, che contemplano l'obbligo vaccinale per tutti o, in alternativa, per un'altra fetta di lavoratori.

Alcune misure potrebbero essere introdotte anche nel nostro Paese. Da una parte i governatori spingono affinché il governo vari un lockdown per i non vaccinati oppure introduca la regola delle 2g per l'ingresso nei locali, come già avviene in Germania. Dall'altra l'esecutivo al momento frena e temporeggia per capire in che modo si evolve l'epidemia, così da prendere provvedimenti adeguati e non eccessivi. In questa situazione, ovviamente, sono tante le voci che si levano e che spingono per una strategia preventiva piuttosto che di tamponamento. E il governo, anche se prende tempo, sta comunque ragionando le prossime mosse, per lo più votate a implementare la campagna vaccinale.

Lo ha anticipato il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, ai microfoni di Radio anch'io su Rai Radio 1: "Siamo stati il primo Paese in Europa a introdurre l'obbligo vaccinale per i sanitari e io non escludo di poter fare una riflessione e valutare se è opportuno introdurre l'obbligo per altre categorie che hanno un contatto costante con il pubblico, le forze dell'ordine, coloro che operano nella grande distribuzione".

Anche Antonio Tajani è sulla linea dell'obbligo per alcuni lavoratori: "Serve una grande campagna per la terza dose e credo che debba essere obbligatoria per tutti coloro che operano nel mondo della sanità. Con il vaccino si sconfigge il coronavirus, con il vaccino si vive, non è una limitazione della libertà. Anzi dobbiamo difendere la libertà di chi si è vaccinato, una piccola minoranza non può conculcare la libertà della maggioranza".

Una soluzione che trova il consenso anche di Giovanni Toti, che ha ribadito: "Spero che il governo intervenga, come ho chiesto ieri attraverso la Conferenza delle Regioni, con un provvedimento articolato che preveda l'obbligo della terza dose di vaccino almeno per le categorie che lo hanno avuto obbligatorio per la prima e la seconda e l'estensione dell'obbligo vaccinale a categorie particolarmente esposte". Ma il governatore della Liguria è tornato anche a suggerire l'idea del lockdown per i non vaccinati: "Se dovesse tornare a salire il Covid, e qualche regione dovesse tornare in zona arancione, o peggio rossa, quelle misure di contenimento sociale dovranno valere solo per le persone più esposte per loro volontà, ovvero per chi non si è vaccinato".

Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, ha espresso un concetto simile: "Purtroppo abbiamo una recrudescenza dei numeri dei contagi di Covid che non ci fa stare tranquilli. Credo che il Green pass fosse lo strumento in quel momento che potevamo utilizzare, però l'unica cosa che ci può mettere al sicuro è l'obbligo vaccinale, quindi quello è un percorso su cui dobbiamo avere il coraggio di fare una riflessione seria".

Sull'ipotesi dell'obbligo vaccinale, Massimiliano Fedriga si pone delle domande: "La conseguenza dell'obbligo vaccinale è che dovremmo licenziare gli italiani che non si vaccinano?". Il governatore del Friuli Venezia Giulia, però, sottolinea: "Cerchiamo piuttosto di accompagnare il Paese". Fedriga suggerisce che sarebbe meglio implementare la comunicazione, perché "il grande nemico da sconfiggere non sono i no vax incalliti, ma la paura, da sconfessare attraverso appunto l'informazione".

Totalmente a favore dell'obbligo vaccinale è Francesco Boccia, deputato Pd e responsabile Regioni: "Non vedo altra strada rispetto all'obbligo vaccinale. La scelta dell'Austria a favore dell'obbligo da febbraio è una dura e disperata rincorsa dopo le scelte parziali fatte nei mesi scorsi. Evitiamo di trovarci nella stessa condizione. Per quanto ci riguarda, lo diciamo da mesi e abbiamo sempre sostenuto iniziative improntate sul massimo rigore".

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