Bar e ristoranti: ecco cosa può succedere al green pass

Il pressing delle Regioni è stato accolto positivamente dal governo, che per ora aspetta a decidere ma sta vagliando nuove strette per i non vaccinati

Bar e ristoranti: ecco cosa può succedere al green pass

Il coronavirus fa di nuovo paura. L'aumento dei casi giornalieri, che sono tornati sopra le 10mila infezioni quotidiane, sta spaventando i governatori, che ora temono una nuova emergenza sanitaria. Pasquale Napolitano su il Giornale ha fatto il punto della situazione dopo la conferenza delle Regioni, durante la quale si è parlato di nuove misure da proporre al governo che si porrebbero a metà strada tra il modello austriaco e quello tedesco, nel quale le restrizioni valgano solo per chi non è vaccinato.

Green pass e terza dose

Come riporta il Corriere della sera, l'esecutivo per il momento temporeggia sulle nuove restrizioni e si prende tempo per decidere. La prossima settimana, però, potrebbe già essere varato il decreto con il quale viene ridotta la durata del Green pass da 12 a 9 mesi e l'obbligo di terza dose per il personale sanitario. Inoltre, come riporta il Corriere, proprio per cercare di porre un freno all'avanzata dei contagi, il ministro Speranza avrebbe deciso di anticipare la somministrazione della terza dose per la fascia 40-60 già al 22 novembre.

Vaccino ai bambini

Inoltre, il 29 novembre Ema dovrebbe dare il via libera alle vaccinazioni per i bambini, lasciando la palla agli enti nazionali, tra cui l'Aifa, dopo il cui ok inizierà la campagna di somministrazione per i più piccoli. Davanti alla nuova ondata, il governo non vuole stare in attesa ed è pronto ad agire, anche se con cautela e senza troppi strappi contro i no vax. O, almeno, solo per il momento, perché in caso di necessità anche dalle parti di Chigi sembra che la linea tracciata dai governatori sembra sia stata accolta.

Gelmini: "Dalle Regioni proposta di buon senso"

Tra chi mette un freno temporaneo c'è Mariastella Gelmini: "Il governo sta monitorando in modo rigoroso i numeri e al momento non ci sono nuove restrizioni in vista, se la situazione dovesse peggiorare dovremmo tenere in seria considerazione le istanze delle Regioni". Il ministro aggiunge: "Se fossimo costretti a cambi di colore e restrizioni non si può penalizzare quell'85% di italiani che si sono vaccinati". E poi conclude: "Il governo al momento monitora e le misure che abbiamo preso si dimostrano efficaci. La situazione è in peggioramento e personalmente credo che la proposta fatta dalle Regioni sia di buon senso".

Tamponi

Nel retroscena del Corriere della sera sono state elencate le misure che la cabina di regia e il Cts sarebbero pronti ad adottare in caso di necessità, ossia di un ulteriore aumento dei contagi e, soprattutto, dei ricoverati. Il fronte di chi vorrebbe escludere il tampone, almeno quello antigenico, dai metodi per ottenere il Green pass si amplia. La non perfetta attendibilità dei risultati potrebbe essere un deterrente per concedere il certificato verde.

Cinema, teatri, ristoranti

Al momento sembra però passare la linea della riduzione della validità da 48 a 24 ore, mentre quella dei molecolari verrebbe abbassata da 72 a 48 ore. Tuttavia, al fronte rigorista sarebbe al vaglio l'ipotesi di inibire l'accesso ai luoghi al chiuso come cinema, teatri, ristoranti ecc. ai non vaccinati. Il Green pass da tampone potrebbe essere ritenuto valido solamente per lavorare. Queste misure andrebbero a collocarsi nel modello proposto dai governatori, definito di "buon senso" da Mariastella Gelmini, al quale il governo potrebbe lavorare nelle prossime settimane.

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