Storica visita del Papa nel tempio valdese di Torino

Otto secoli fa i Valdesi furono accusati di eresia e scomunicati. Papa Francesco: "Perdono per i nostri atti inumani"

Storica visita del Papa nel tempio valdese di Torino

Papa Francesco ha varcato la soglia del Tempio valdese di Torino: si tratta di un momento storico, visto che è la prima volta che un Papa entra in un luogo di culto di questo tipo. Con questa visita, ha detto il moderatore della Tavola Valdese, pastore Eugenio Bernardini, "il Papa ha varcato un muro alzato otto secoli fa, quando la nostra chiesa fu accusata di eresia e scomunicata dalla Chiesa romana".

La Chiesa evangelica valdese è una chiesa cristiana riformata di tradizione valdese, che conta una popolazione complessiva, al 31 dicembre 2010, di 24mila fedeli in Italia (gran parte dei quali nelle valli valdesi) e in alcune comunità di lingua italiana
nelle maggiori città della Svizzera e alcune migliaia in Argentina e Uruguay. Il valdismo è stato un movimento pauperistico medievale nato a Lione nel XII secolo dagli insegnamenti di Valdo di Lione come risposta alla corruzione dell'epoca della Chiesa di Roma. I valdesi presenti in Italia e in Svizzera sono riuniti nella Chiesa evangelica valdese, mentre quelli in Uruguay e Argentina appartengono alla Iglesia Evangélica Valdense del Río de la Plata.

Costruito nel 1853, il tempio di Torino è il primo nato dopo la concessione dei diritti civili nel 1848 al di fuori delle vallate alpine in cui erano confinati i Valdesi. "Caro fratello Francesco, benvenuto", ha detto a Bergoglio il pastore valdese Paolo Ribet. "La incontriamo con gioia come un nuovo fratello nel nostro percorso. Vogliamo leggere la sua visita, che è stata definita giustamente storica, proprio in questa dimensione. Viviamo un’esperienza incoraggiante e spero anticipatrice di ulteriori esperienze ecumeniche anche a Torino". Dopo il pastore Ribet è intervenuto il moderatore della chiesa valdese rioplatense di Uruguay e Argentina, un omaggio alle origini del Papa: "Sarebbe bello - ha detto - poter organizzare un evento simile. Papa Francesco, si consideri invitato sin da ora...".

Nel suo discorso il pastore Bernardini ha chiesto al Papa di rompere il tabù che impedisce a cattolici e protestanti di vivere insieme la "cena del Signore" durante il culto: "Ciò che unisce i cristiani raccolti intorno alla mensa di Gesù sono il pane e il vino che egli ci offre e le sue parole, non le nostre interpretazioni che non fanno parte dell’evangelo. Sarebbe bello che in vista del 2017 le nostre chiese affrontassero insieme questo tema".

Il Papa chiede perdono ai Valdesi per quanto fatto contro loro dai cattolici: "Da parte della Chiesa cattolica vi chiedo perdono per gli atteggiamenti e i comportamenti non cristiani, persino non umani che, nella storia, abbiamo avuto contro di voi. In nome del Signore Gesù Cristo, perdonateci!".

"Siamo profondamente grati al Signore - ha detto il Santo padre - nel constatare che le relazioni tra cattolici e Valdesi oggi sono sempre più fondate sul mutuo rispetto e sulla carità fraterna". I progressi fatti in questo cammino ecumenico incoraggiano "a continuare a camminare insieme", ha esortato il pontefice. "Le differenze su importanti questioni antropologiche ed etiche, che continuano ad esistere - ha detto Papa Bergoglio - tra Cattolici e Valdesi, non ci impediscano di trovare forme di collaborazione in questi ed altri campi. Se camminiamo insieme, il Signore ci aiuta a vivere quella comunione che precede ogni contrasto". L’unità dei cristiani, ha proseguito Bergoglio, "non significa uniformità. I fratelli infatti sono accomunati da una stessa origine ma non sono identici tra loro. Purtroppo - ha aggiunto - è successo e continua ad accadere che i fratelli non accettino la loro diversità e finiscano per farsi la guerra l’uno con l’altro. Riflettendo sulla storia delle nostre relazioni, non possiamo che rattristarci di fronte alle contese e alle violenze commesse in nome proprio della fede".

La reazione dei Valdesi

"La storia non si cambia - ha detto il pastore Bernardini - quello che è accaduto è accaduto, le esclusioni, i pregiudizi, i martiri ci sono stati, l’importante è che la chiesa di oggi esprima un giudizio storico, le parole sono importanti, le abbiamo apprezzate. Da Papa Francesco ci potevamo aspettare espressioni di questo tipo - ha aggiunto facendo riferimento alla richiesta di perdono avanzata dal pontefice- perché ci ha abituati a questo tipo di sensibilità e attenzione. Con le sue parole ha dato il tono alla musica ma non ha scritto le note anche se dare il tono è importante perché aiuta chi poi ha la legittimità e la competenza per scrivere le note. Il Papa non può fare tutto quello che vuole, anche lui deve rispettare la disciplina", ha concluso il pastore, sottolineando che "in attesa di un’attestazione formale si può prefigurare il futuro con un nuovo linguaggio come quello di Papa Francesco".

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