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Cronache

Striscia inchioda i riders: "Fanno consegne senza protezioni"

Il telegiornale satirico di Antonio Ricci ha constatato come molti fattorini effettuino le consegne privi di mascherina e guanti

Milano "coeur in man". Per la festa di Natale dona anche solidarietà

Le misure di contenimento adottate dal governo per arginare la pandemia di coronavirus vietano numerosi spostamenti, chiudono diverse tipologie di attività commerciali e invitano la popolazione a uscire di casa, con parsimonia, solamente per motivi di salute, lavoro o necessità, come l'andare a fare la spesa. Chi è autorizzato a circolare per le strade delle nostre città in tempi di Covid-19 sono i riders, categoria di lavoratori preziosa e ancora più utile in queste settimane strane e delicate. Si può infatti ricorrere a loro per farsi portare a casa il pranzo, la cena o altri prodotti.

Però c'è un "però". Un servizio realizzato dall'inviata di Striscia la Notizia Rajae Bezzaz dimostra come purtroppo siano tanti-troppi i fattorini che effettuano le consegne a domicilio a Milano senza indossare la mascherina e senza infilarsi i guanti, misure di prevenzione basilari per evitare la diffusione e il contagio del coronavirus.

Sotto la Madonnina, infatti, sono circa cinque mila i riders che ogni giorno portano pedalano per una consegna dopo l'altro e il telegiornale satirico ideato da Antonio Ricci, format di punta della rete ammiraglia di Mediaset dimostra come molti di loro non rispettano le misure necessarie per proteggersi e contenere la pandemia.

Quali sono dunque le condizioni igienico-sanitarie in cui lavorano i ragazzi incaricati di portare il cibo (e altro) a casa dei milanesi? Non ottimali, è purtroppo la risposta. Molti di loro, come rilevato dall'inchiesta dell'inviata della trasmissione di Canale 5, sono in servizio in sella alle biciclette senza mascherine e guanti. E alcuni di loro, anche se ne sono in possesso, preferiscono pedalare tenendo i dispositivi di protezione negli zaini (in quegli stessi zaini dove stipano le vivande da consegnare).

E non è tutto, visto che molti fattorini – quando vanno a ritirare le pietanze nei locali – si ammassano all'ingresso, senza rispettare la distanza minima di sicurezza di almeno un metro, andando così a creare quegli assembramenti vietati dalle autorità.

Coronavirus: il bilancio

In attesa di conoscere il bollettino odierno sul numero dei (nuovi) contagi e morti, il bilancio del 18 marzo è stato un pugno allo stomaco: l'Italia conta 35.713 casi, 4.025 persone che si son ristabilite dopo l'infezione e 2.978 che sono decedute. Il Belpaese si appropinqua così a superare la Cina per numero totale di vittime.

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