Taranto, immigrati fuggono dall'hotspot: è allarme Covid

La denuncia della deputata Ylenja Lucaselli: "Potrebbero essere positivi al Coronavirus". Undici profughi sono stati fermati dai poliziotti, venti sono riusciti a scappare. Erano arrivati in Puglia pochi giorni fa da Lampedusa

Taranto, immigrati fuggono dall'hotspot: è allarme Covid

Sono fuggiti ieri sera dall’hotspot di Taranto, in Puglia trentuno immigrati. Per alcuni di loro (undici) è stato solo un tentativo di fuga e sono stati subito bloccati dagli agenti di polizia, venti, invece, sono riusciti a scappare. La notizia si è saputa solo oggi dopo la denuncia della deputata di Fratelli d’Italia, Ylenja Lucaselli. La parlamentare tarantina in un post su Facebook ha lanciato l’allarme e ha parlato di possibili migranti (tra i fuggitivi) positivi al Coronavirus. “Non sappiamo se sono infetti o meno, e nemmeno se sono dei criminali. Di sicuro non accettano le nostre regole. Questo è l’unico dato di fatto certo” ha scritto la Lucaselli. La paura che alcuni degli migranti fuggiti possano essere positivi al Covid non è tanto infondata se si pensa che nei giorni scorsi c'è stata un'altra denuncia, da parte del deputato pugliese della Lega, Rossano Sasso, sull'arrivo in Puglia di circa cento migranti di cui alcuni positivi al Coronavirus.

A fare da eco alle parole della deputata di Fratelli d’Italia anche Fabio Conestà, segretario generale del movimento sindacale autonomo di polizia, il Mosap. “Non conosciamo le loro intenzioni, né le condizioni di salute di queste persone che potrebbero aggirarsi indisturbate in città o in zone limitrofe compromettendo la sicurezza dei cittadini. Si tratta di una situazione insostenibile e che necessita di un’azione urgente” ha sottolineato, in una nota stampa il sindacalista.

Secondo Conestà “Le forze dell’ordine stanno facendo un lavoro immenso che, purtroppo, viene reso vano da infauste scelte messe in campo dal Governo in tema di accoglienza.” e rivolge un appello al ministro dell'Interno Luciana Lamorgese e al capo della polizia, Franco Gabrielli, “affinché sia massima l’attenzione sugli sbarchi e soprattutto per quanto riguarda la cintura sanitaria. Dopo mesi di lockdown che ci ha costretti a multare anche chi prendeva una boccata d’aria non possiamo permetterci un altro blocco e il diffondersi dei contagi a causa di chi non vuole saperne di rispettare le regole con il benestare del Governo”.

Alla base di tutto questo c’è un altro problema. Il personale delle forze dell’ordine all’interno della struttura di prima accoglienza a Taranto pare sia nettamente inferiore rispetto al numero degli ospiti. Stando alle parole di Ylenja Lucaselli su Facebook: “In totale all’interno dovrebbero essere in duecentocinquanta circa (gli immigrati, ndr) contro i cinquanta delle forze dell’ordine”.

Non è la prima volta che il centro di prima accoglienza e di identificazione dei profughi allestito nel porto del capoluogo pugliese all’ombra delle ciminiere dello stabilimento siderurgico, balza agli onori della cronaca. Già nel 2016, poco dopo la sua apertura, nella struttura furono accolti settecento migranti, il doppio del numero consentito. Ora, però, a far paura non sono tanto i numeri delle presenze nel centro profughi, ma lo spauracchio del Covid. In Puglia sono di nuovo in aumento i positivi al Coronavirus (quindici negli ultimi due giorni dopo circa un mese di zero contagi) e degli immigrati fuggiti dall’hotspot non si conoscono le condizioni di salute. Sono giunti a Taranto solo pochi giorni fa, secondo quanto si legge su l'Ansa, da Lampedusa e pare fossero in attesa di essere mandati in altri centri dopo l'identificazione.

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